Roma, 10 gen – “Nei prossimi giorni pubblicheremo l’elenco dei debitori di Carige“. Parola del vicepremier Luigi Di Maio, che in un video su Facebook chiarisce: “Se troveremo persone che hanno difficoltà a pagare neanche ve lo diremo il nome. Ma se troveremo i soliti noti, i soliti soggetti che hanno avuto favori dalle banche in questi anni non solo ve lo comunicheremo ma la faremo pagare a tutti quei banchieri che in questi anni hanno ridotto così quella banca“.

Il capo politico del M5S torna a parlare della banca commissariata dalla Bce perché sull’orlo del fallimento e assicura che “se lo Stato dovesse ricapitalizzare Carige lo farà per diventarne il proprietario. O si nazionalizza o non si mette in euro“.
E in caso di nazionalizzazione, chiarisce il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, “la cominciamo a usare per dare crediti alle imprese in difficoltà, alle piccole e medie imprese, per migliorare i mutui alle famiglie, per aiutare di più i giovani a diventare indipendenti, ad andare via di casa grazie a una banca che comincia a fare la banca d’investimento dello Stato“.

Il vicepremier poi annuncia un a “nuova commissione d’inchiesta” sulle banche che dovrebbe partire entro fine gennaio. “Immaginatela – dice nel video su Facebook – non con Casini presidente, come la scorsa, ma con Gianluigi Paragone presidente“. Per Di Maio “il primo a dover essere audito dovrà essere “Banca d’Italia” che è “l’altro ente” che “doveva sorvegliare” sulle banche. “Io non do tutte le colpe a Banca d’Italia – precisa Di Maio – perché ci sono le regole europee. Bene cambieremo anche quelle”, precisa sottolineando che “dovremo lavorare come governo molto di più per cambiare le regole della sorveglianza della Bce e quindi di Banca d’Italia sulle banche italiane. Ma vogliamo – avverte – accertare le responsabilità anche di Banca d’Italia“.

Poi il titolare del Mise torna ad attaccare i banchieri speculatori: “Anche sulle banche per quanto mi riguarda con tutte le azioni che porteremo a casa quest’anno faremo in modo che d’ora in poi nessun banchiere più possa essere impunito e nessun risparmiatore più possa avere la preoccupazione di dove ha messo i soldi“. Di Maio quindi ribadisce che “le banche dello Stato possono esistere, possiamo aiutare le famiglie e dobbiamo punire fortemente quei banchieri che anche nel caso Carige hanno ridotto così la banca”.

Il capo politico dei 5 Stelle infine riserva una stoccata anche all’Ingegnere. “Quando stavano fallendo le banche, tra cui anche Mps, c’era De Benedetti che non aveva dato decine di milioni indietro dei mutui che aveva chiesto a Mps perché se li faceva dare in quanto De Benedetti amico del Pd?” afferma Di Maio. “Bene – aggiunge il vicepremier – noi adesso vogliamo sapere chi sono i De Benedetti di Carige e vogliamo vedere se ci sono delle coincidenze o dei legami politici o personali con gli amministratori delegati di questi anni perché chiederemo al commissario di promuovere l’azione di responsabilità” verso i manager che hanno prodotto un buco di bilancio.

“E’ dimostrato – afferma Di Maio – che nei fallimenti delle banche chi restituisce sempre sono le persone che chiedono piccoli prestiti, sono i grandi prestiti che non vengono onorati. Andiamo a vedere nei prossimi giorni l’elenco di quelli che dovevano dare soldi a Carige e non li hanno dati e l’elenco degli amministratori delegati e dei componenti del Cda e degli azionisti e facciamo qualche controllo. Vediamo che cosa c’è”.

Intanto, sul presunto conflitto di interessi del presidente del Consiglio in merito alla vicenda della banca genovese, l’azionista Raffaele Mincione fa sapere di non aver mai incontrato Conte: “Non lo conosco, non gli ho mai dato un incarico, lo ha fatto uno dei miei collaboratori”. Lo ribadisce, in un’intervista al Corriere della Sera, l’azionista con il 5,4% di Carige che si è dimesso dopo il no all’aumento di capitale da parte della famiglia Malacalza.

Adolfo Spezzaferro

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