Roma, 14 mar – Il Parlamento Ue ha approvato una mozione per “l’immediata estradizione in Italia di Alessio Casimirri“, il brigatista rosso condannato in via definitiva a sei ergastoli per il sequestro di Aldo Moro.

Il terrorista vive a Managua protetto dal governo del Nicaragua dal 1982. Il 16 marzo 1978 fu tra gli uomini che sequestarono a Roma l’ex presidente Dc, presidente del Consiglio italiano e del Consiglio europeo, e uccisero gli agenti della scorta.

E’ l’ultimo latitante di via Fani: nel 1989 è stato condannato in contumacia.

Romano di 68 anni, già nel servizio d’ordine di Autonomia Operaia, gestiva un’armeria nella Capitale insieme alla moglie e presto assunse un ruolo di rilievo nella colonna romana delle Brigate Rosse col nome di battaglia di “Camillo”.

La latitanza

In un primo periodo si era rifugiato a Cuba, per poi approdare nel Nicaragua sandinista, che lo ha protetto. Lì ha sposato una donna locale ed è titolare di diversi ristoranti (tra cui “Magica Roma”).

Finora l’acquisizione della cittadinanza nicaraguense (ottenuta grazie al matrimonio) e i buoni rapporti con uomini politici e militari locali hanno impedito, unitamente alla mancanza di richieste da parte dell’Italia, la sua estradizione.

Il sostegno bipartisan all’emendamento

Oggi il Parlamento Ue ha approvato con sostegno bipartisan un emendamento a una risoluzione sulla situazione in Nicaragua presentato dall’eurodeputato leghista Mario Borghezio. “La richiesta di assicurare alla giustizia il brigatista latitante Alessio Casimirri è sacrosanta”, aveva detto ieri l’europarlamentare Pd David Sassoli.

“Mi auguro che tutto il Parlamento europeo voti la richiesta di estradizione e che il governo italiano intraprenda tutte le misure necessarie per fare giustizia”, aveva commentato il vicepresidente dell’Europarlamento.

Fa specie invece notare che Eleonora Forenza di Rifondazione Comunista abbia votato contro l’estradizione. L’eurodeputata del gruppo Gue/Ngl-Sinistra unitaria Europea, che in passato si è distinta per parole deliranti sul ritorno del fascismo in Italia , ha quindi palesemente difeso il terrorista.

Adolfo Spezzaferro

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