maròNew Delhi, 14 gen – Svolta nell’annosa questione marò: Massimiliano Latorre potrà restare in Italia altri tre mesi per curarsi. La Corte suprema indiana ha concesso una proroga al fuciliere di Marina accusato dell’omicidio di due pescatori in India insieme all’altro soldato italiano, Salvatore Girone, che resta invece a New Delhi.

La magistratura indiana aveva concesso a metà settembre un permesso di quattro mesi per curarsi in Italia in seguito all’ischemia che aveva colpito il soldato. L’uomo è stato operato il 5 gennaio a Milano per un’anomalia cardiaca. Inizialmente era previsto che rientrasse in India lunedì scorso, termine che era stato poi esteso a venerdì 16 gennaio.

La stessa magistratura indiana aveva invece negato a Girone un permesso per rientrare in Italia per le festività natalizie. “Dal momento che il governo non ha obiezioni, viene concesso più tempo a Latorre per tornare in India. Viene autorizzata una proroga di tre mesi”, ha detto il giudice Anil R. Dave, della corte suprema. Con l’atteggiamento tipico delle autorità indiane mostrato in questi mesi, tuttavia, Dave ha avuto il coraggio di precisare che l’ambasciatore italiano in India dovrà sottoscrivere un documento in cui si assicura il rientro di Latorre in India il prossimo aprile.

“Una notizia positiva”, ha commentato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, in partenza per l’Etiopia, ricordando che si trattava di una “richiesta basata su ragioni umanitarie”. “Ora bisogna lavorare a una soluzione definitiva per entrambi i Marò”, ha aggiunto. Latorre e Girone sono in attesa del processo indiano da due anni e mezzo con l’accusa di avere ucciso due pescatori mentre si trovavano in servizio a bordo dell’Enrica Lexie, nel febbraio 2012.

Sul caso dei due marò nei giorni scorsi era intervenuto anche il segretario generale dell’Onu, Ban ki-moon, che ha espresso preoccupazione che “la vicenda possa avere implicazioni per gli sforzi comuni e la collaborazione sulla pace e la sicurezza internazionale, comprese le operazioni antipirateria”.

Giorgio Nigra

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