Catania, 20 novembre – Frutto di scavi clandestini in aree archeologiche. Questa la prima ipotesi formulata in seguito al ritrovamento, nell’auto di due siracusani, di una coppia di teste in terracotta raffiguranti il volto di un uomo e di una donna che, a seguito di esami tecnico-scientifici, sono risultate essere di straordinario interesse storico.

Il ritrovamento da parte della Guardia di Finanza

Le due teste, infatti, risalirebbero ad un periodo compreso tra il 480 e il 450 a.C. e dunque potrebbero essere parti superstiti di due tegole a sezione triangolare chiuse da maschere antropomorfe di un uomo e una donna, di dimensioni naturali. Secondo lo stile dell’epoca potrebbero essere state la decorazione delle falde di copertura di un piccolo tempio o un edificio funerario, stilisticamente confrontabili con le sculture frontonali del Tempio di Zeus a Olimpia, massima espressione dello stile Severo dell’arte greca. 

Un caso fortuito. Stavano effettuando un consueto servizio di controllo presso un’area di servizio a Belpasso quando i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania notavano le manovre inusuali del conducente di un’autovettura. Sottoposta ad ispezione trovavano nel portabagagli un sacchetto di plastica al cui interno, avvolte da carta e vecchi indumenti, vi erano due teste in terracotta la cui foggia richiamava antiche sculture greche. I due uomini affermavano fossero dei prodotti artigianali ma non erano in grado di fornire ulteriori dettagli. Alla luce delle poco credibili spiegazioni, i militari provvedevano a nominare un esperto archeologo della locale Soprintendenza dei BB.CC.AA. che da subito ne accertava la valenza storica, salvo poi procedere con ulteriori esami e sino alla conferma dell’autenticità dei due reperti grazie a metodi di trasduzione non invasivi, che consentono di valutare anche la compatibilità con l’età presunta di reperti ceramici. Tale metodologia è stata messa a punto nei laboratori PH3DRA dell’Università degli Studi di Catania da docenti e ricercatori del Dipartimento di Fisica e Astronomia “Ettore Majorana”, specialisti nel campo dei test di autenticità tramite termoluminescenza insieme con il Dipartimento di Ingegneria Elettrica Elettronica e Informatica, per le competenze specifiche nell’ambito delle misure elettriche ed elettroniche. I manufatti sono stati ritrovati in eccellente stato di conservazione e sarebbero stati anche restaurati con una certa perizia. 

Le due teste in terracotta e l’Italia inesauribile fonte di bellezza

I due siracusani sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria etnea per illecito possesso di beni di valore storico-archeologico e per ricettazione; si dovrà inoltre sapere da dove sono state trafugate e quindi restituire alla cittadinanza un patrimonio storico-culturale di rara bellezza. I reperti per il momento restano sotto sequestro e presto verranno sottoposti ad altri test in grado di stabilire l’esatta datazione delle opere. I recenti ritrovamenti in diverse zone d’Italia confermano, qualora occorresse, che al di là delle stupende opere architettoniche che quotidianamente ci ricordano la grandezza e la bellezza della nostra Nazione, c’è ancora tanto da riportare alla luce da sottoterra e da sottacqua.

Emanuela Volcan

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