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Roma, 8 mag – Sembravano più uniti che mai, almeno di fronte al capo dello Stato. Un’unione d’intenti durata giusto il tempo di attendere la decisione, da parte di Mattarella, di non procedere oltre con le consultazioni e tentare la strada del governo “neutrale”, versione 2.0 del governo tecnico. Nel giro di meno di 48 ore si consuma così il dramma tutto interno al centrodestra, che presentandosi unito al Quirinale sperava, dopo l’effimero mandato assegnato dal presidente alla Casellati, di riceverne un altro per esplorare in Parlamento le possibilità di raccogliere una qualche maggioranza.
Niente da fare, Mattarella non ne ha voluto sapere. Non senza qualche ragione, visto che prescindere da leghisti e/o pentastellati rende molto arduo cercare i numeri necessari a sostenere un qualsiasi esecutivo. L’asse fra Salvini e Di Maio poteva dunque essere l’ultima chance, naufragata però a causa dell’incondizionata fedeltà mostrata dal primo nei confronti di Berlusconi.
Fedeltà che però rischia di non essere del tutto ricambiata. Se da una parte i due vincitori delle elezioni si dichiarano infatti contrari a qualsiasi ipotesi di governo non politico, dall’altra Forza Italia (e il Pd) invece non si esprimono chiaramente, preferendo forse non precludersi alcuna porta in attesa di futuri sviluppi. Prova ne sia l’ennesimo no all’offerta di appoggiare esternamente un esecutivo Lega-M5S, arrivata sia dai primi sia (con un po’ meno di convinzione) dai secondi: di “proposta irricevibile” parla Mariastella Gelmini, “chiedere a Forza Italia – aggiunge – di dare l’appoggio esterno mi pare una domanda malposta che non può che avere una risposta negativa”, specialmente se da parte grillina permarrà il veto a Berlusconi.
Parole che avrebbero fatto andare su tutte le furie l’eminenza grigia di Salvini, il deputato (e capogruppo alla Camera) Giancarlo Giorgetti, che chiede ai forzisti un atto di responsabilità per cercare “una forma di coinvolgimento di Forza Italia che sia compatibile con la presenza del Movimento 5 stelle”. In caso contrario, l’alleanza di centrodestra “sarebbe da considerarsi finita”.
Nicola Mattei

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