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Roma, 22 set – Come si dice, alle elezioni (in questo caso regionali) vincono sempre tutti. Ogni partito ha modo di dire ai suoi elettori che comunque anche nella sconfitta c’è una vittoria. A sentire Matteo Salvini, che ieri a Quarta Repubblica da Porro ha commentato a caldo il voto, nonostante il pareggio 3-3 (che in verità politicamente è una vittoria per il Pd di Zingaretti), la sua Lega ha di che festeggiare – e non solo per la conferma in Veneto (anche se la lista di Zaia ha preso il 46% rispetto al 15% del Carroccio) e Liguria e per la vittoria nelle Marche (che però è merito di FdI) – visto che per la prima volta il Carroccio elegge consiglieri regionali in Campania e in Puglia.

Dubbi sulla leadership di Salvini nel centrodestra

A conti fatti, come sottolinea Salvini sulla pagina Facebook, la Lega e il centrodestra governano in 15 regioni su 20. Il che significa che se si votasse per le politiche la coalizione vincerebbe. Ma il punto non è questo: il punto è che il leader del Carroccio negli ultimi giorni di campagna elettorale ha ripetuto come un mantra “quando sarò premier” a ogni piè sospinto; ebbene, sarà davvero lui il candidato premier del centrodestra, la prossima volta?

E’ ovvio che aver tentato l’impresa di dare la spallata al governo cercando di conquistare la rossa Toscana – e la Ceccardi, che incassa un ottimo 40%, ha fatto di tutto per essere convincente, sbandierando pure il patentino di antifascista doc – e aver fallito, mentre un’altra regione storicamente di sinistra, le Marche, è stata conquistata dalla Meloni e da FdI – unico partito in crescita esponenziale negli ultimi mesi – ora mette in discussione la leadership di Salvini nella coalizione. E in ogni caso alimenta i mal di pancia degli anti-sovranisti tra le fila di Forza Italia.

Il “capitano” ha fatto delle regionali un referendum su di lui

Più in generale, la sovraesposizione del segretario leghista tanto da far apparire le regionali come un referendum sulla sua persona non è andata giù agli alleati (né ha giovato ai candidati, visto che i governatori riconfermati sono stati rieletti per aver bene amministrato e non per i comizi di Salvini). Certo, la Lega resta primo partito della coalizione, ma FdI è in forte crescita. Per non parlare poi dell’exploit di Zaia, che con la sua lista che ha preso molti più voti del Carroccio. Anche se sia il governatore veneto che il suo leader politico sono tutti abbracci e complimenti e Zaia apparentemente non vuole insidiare Salvini, resta un dato di fatto: la Lega che vince è quella dell’autonomia, quella del nord, non quella nazionale (che al sud non riesce a sfondare).

Fontana ammette che al sud la Lega ancora non riesce a sfondare

Lorenzo Fontana, segretario della Liga veneta e vicesegretario della Lega, non ci gira intorno: “Laddove la Lega è meno forte poi è meno forte tutto il centrodestra. Purtroppo penso che nel Mezzogiorno una riflessione debba essere fatta da tutto il centrodestra“. “Evidentemente – avverte Fontana – ancora non si riesce ad entrare in sintonia con quell’elettorato o comunque è decisamente più forte il centrosinistra. Penso che debba essere fatta una riflessione su tutto il centrodestra e nel Mezzogiorno bisogna crescere”.

In Campania e Puglia litigi e candidati sbagliati

Come se non bastasse, poi, in Puglia la scelta sul “bollito” Fitto è arrivata dopo uno duro scontro tra Lega e FdI, e la candidatura del forzista Caldoro in Campania – invisa alla Lega – riflette anche il fatto che da quelle parti per il Carroccio ancora non ci sono grandi spazi di manovra, tanto da dover ripiegare su un perdente di razza. E se FdI per adesso festeggia la storica vittoria nelle Marche, Osvaldo Napoli di Forza Italia non si tiene e va all’attacco del leader della Lega: “Se il centrodestra pensa di tornare a Palazzo Chigi con Salvini candidato premier, allora non abbiamo capito il significato del voto di oggi. Mettiamoci l’anima in pace: se non si ricostruisce un forte centro moderato, liberale e riformista in grado di guidare la coalizione, il centrodestra è destinato a perdere, a perdere sempre e di brutto”.

Dal canto suo, Berlusconi opta per il silenzio stampa, a maggior ragione che il suo candidato in Campania è andato malissimo. A commentare il voto è il suo vice, Tajani, che ribadisce l’importanza di rafforzare il centro per far vincere il centrodestra. Insomma, al sud restano tempi difficili per la Lega nazionale di Salvini.

Adolfo Spezzaferro

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