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Roma, 22 ago – L’Italia dei tartassati: negli ultimi 20 anni le entrate tributarie sono aumentate di 166 miliardi di euro. A lanciare l’allarme è la Cgia di Mestre, che riporta che se nel 2000 l’erario e gli enti locali avevano incassato 350,5 miliardi di euro, nel 2019 il gettito, a prezzi correnti, è salito a 516,5 miliardi. In termini percentuali, la crescita in questo ventennio è stata del 47,4%, ossia 3,5 punti in più rispetto all’aumento registrato sempre nello stesso arco temporale dal Pil nazionale espresso in termini nominali (+43,9%).

“Famiglie e imprese obbligate a pagare di più e hanno ricevuto sempre meno”

“Qualcuno può affermare con certezza – fa presente il coordinatore dell’Ufficio studi Cgia Paolo Zabeo – che grazie a 166 miliardi di tasse in più versati in questi ultimi 20 anni la macchina pubblica è migliorata? In altre parole, la giustizia, la sicurezza, i trasporti, in particolar modo quelli a livello locale, le infrastrutture, la sanità e l’istruzione sono oggi più efficienti di allora? Oppure, famiglie e imprese sono state obbligate a pagare di più e hanno ricevuto dallo Stato sempre meno?“. L’istituto di Mestre non ha dubbi: “Tra le due ipotesi ci sentiamo di avvalorare quest’ultima, anche perché questo maxi prelievo ha impoverito il Paese, provocando, assieme alle crisi maturate in questo ventennio, una crescita dell’Italia pari a zero – rileva Zabeo – che nessun altro Paese: le tasse sono aumentate, la ricchezza del Paese no.

Entrate erariali aumentate più di quelle locali

Se il conto lo hanno pagato i contribuenti italiani, i vantaggi, invece, sono andati soprattutto all’Erario e in minima parte a Regioni ed enti locali. “Nell’immaginario collettivo – afferma il segretario Cgia Renato Mason – si è diffusa l’idea che in questi ultimi anni governatori e sindaci sarebbero diventati, loro malgrado, dei nuovi gabellieri, mentre lo Stato centrale avrebbe alleggerito la pressione fiscale nei confronti dei contribuenti. In realtà le cose sono andate diversamente. Se è vero che negli ultimi 20 anni le tasse locali sono aumentate del 37,1%, quelle incassate dall’Amministrazione centrale sono cresciute del 49,3. In termini assoluti, dalle Regioni e dagli enti locali abbiamo subito un aggravio fiscale di 20,3 miliardi, mentre il peso del fisco nazionale è salito di 145,7 miliardi. In altre parole, se dal 2000 le imposte locali hanno cominciato a correre, quelle erariali sono esplose, con il risultato che i contribuenti italiani sono stati costretti a pagare sempre di più”.

Salvini rilancia la flat tax: “Costerebbe 13 miliardi abbassare al 15% le tasse”

I numeri della Cgia sul fisco hanno scatenato la reazione dell’opposizione, che punta il dito contro il governo giallofucsia. “La flat tax, tassa unica al 15%, è già depositata in Parlamento: costerebbe 13 miliardi di euro abbassare al 15% le tasse per famiglie e imprese in Italia“. Così Matteo Salvini rilancia la riforma fiscale della Lega, ribadendo che “con questa tassazione e questa burocrazia le nostre imprese non ce la fanno“. “E visto che il governo dice che ci sono a disposizione 200 miliardi – ha concluso -, usandone solo 13 porta l’Italia a competere con gli altri Paesi europei”.

Gelmini: “Italiani vessati, subito vero taglio delle tasse”

“I dati della Cgia devono far riflettere. Gli italiani sono vessati dal fisco. Subito riforma fiscale e un vero taglio delle tasse“, scrive su Twitter Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera. Le fa eco Vincenza Labriola: “L’esecutivo ha buttato 100 miliardi senza alleggerire le zavorre che frenano il nostro sviluppo, invece di mancette sarebbe stato più opportuno mettere in cantiere la flat tax”.

Adolfo Spezzaferro

2 Commenti

  1. …è ora di mettere le mani dietro alla costituzione,e inserire la possibilità di referendum sia propositivo che abrogativo ANCHE in materia fiscale,oltre che sui trattati internazionali ecc
    noi italiani siamo stanchi di questo stato di cose:
    è ora che l’Italia diventi UNA VERA DEMOCRAZIA (tipo la svizzera)
    con il potere che appartiene DAVVERO al popolo.

    differentemente,si abbia il coraggio di AMMETTERE CHE SIAMO IN UNA DITTATURA IN GUANTI BIANCHI:
    così ognuno di noi prenderà le proprie decisioni in merito.

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