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Milano, 6 sett  – Sempre più “incredibili” le opinioni del professor Massimo Galli, primario di malattie infettive del Sacco di Milano che, tra tutti, sembra essere la “star Covid” meno propensa a dare per scontate certe tecniche di persuasione al vaccino e anche all’idea di darlo indiscriminatamente a tutte le categorie di persone.



Galli: “Abbiamo messo in sicurezza chi è a rischio”

Ospite questa mattina in collegamento con il programma di Canale 5, Morning News, Galli ha commentato la minaccia di nuove chiusure da parte del ministro Speranza: “E’ sacrosanto stare attenti se no ci troveremo nei guai, e non è allarmismo. In questo momento ci può creare dei problemi il covid, non credo si possano avere gli stessi dell’anno scorso, quindi 90mila morti da settembre a settembre, deve essere chiaro. Abbiamo vaccinato molto e abbiamo messo in sicurezza maggior parte persone a rischio”.

“Terza dose? Un conto fragili e anziani …”

Sull’eventulità della terza dose di vaccino, Massimo Galli ribadisce la sua perplessità: “Se lo Stato mi dice fai così ottempero ed obbedisco, sia chiaro questo concetto. Dopo di che quanto emerge dalle info e dai dati di cui dispongo e che cerco di interpretare, penso che non la si possa prospettare come copertura generale e vada come vada“. “Io credo che si debba ragionare in maniera articolata rispetto alla realtà delle singole persone e dei singoli gruppi” dice l’infettivologo  “un conto sono i fragili e gli anziani che hanno malattie importanti, e un conto è dire di farla tutti va bene così, credo che lo sforzo sia superiore al risultato”.

E sull’obbligo vaccinale appare perplesso

Galli appare perplesso anche sull’obbligo vaccinale, non tanto per ragioni etiche quato per ragioni pratiche: “Serve un percorso piuttosto lungo io non mi sono mai espresso in maniera entusiastica, non verso il concetto dell’obbligo che ritengo sia costituzionale e legittimo, così come fatto sull’infanzia, anche se preferisco sempre la persuasione. Ci vogliono due o tre mesi per avere l’obbligo. Se non si riesce a completare il discorso dell’80% dei vaccinati soprattutto in certe aree del paese e per non trovarci nei prossimi mesi con gli ospedali di nuovo in crisi…”. “Le persone guarite ritengo in assoluto che non abbiano necessità di vaccini se non in casi particolari”, dichiara inoltre Galli.

Ilaria Paoletti

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1 commento

  1. Scherzi da andropausa o risveglio culturale ? Quest’ ultimo positivo aspetto, bisogna riconoscerlo, comincia ad intravvedersi qua e là, peccato sia troppo instradato o addirittura osteggiato. Evidentemente il Sacco non è più un mortorio come una volta… la speranza è davvero sempre l’ ultima a morire. Comunque pare ci vogliano prima i disastri.
    Ora la grande questione resta l’ eventuale obbligo dei medici ad agire come un collettivo (!), oggettivamente inconcepibile: “medicus curat, natura sanat”! Le nature dei pazienti sono molto ma molto eterogenee…

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