Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 11 giu – La Lega avanza ancora alle comunali di ieri. Mentre l’alleato di governo, il Movimento 5 Stelle, registra una notevole battuta d’arresto e paga pegno dove ha amministrato, come a Roma, che nei due municipi dove si votava non arriva neanche al ballottaggio. Il Pd è in affanno, e perde roccaforti storiche.
Il dato politico quindi è che il centrodestra vince, ma grazie a Salvini (Forza Italia è ridotta al lumicino). Il M5S esaurita la spinta anti-sistema, capitalizzato il voto di protesta, non riesce a crescere perché, tra le sue fila, chi vota a sinistra è rientrato nei ranghi dopo l’alleanza con il Carroccio, e chi invece vota a destra ha preferito ovviamente il leader leghista.
Discorso a parte per il Partito democratico, che perde roccaforti storiche (e rischia anche a Siena) ma tiene a Brescia. In ogni caso parliamo di un partito assolutamente ridimensionato rispetto agli antichi fasti renziani.
Un dato allarmante, invece, è la scarsa affluenza. Stavolta le amministrative non hanno chiamato i cittadini alle urne, come di solito avveniva in passato – in controtendenza rispetto ad altre consultazioni meno “sentite”. Chiamati al voto sette milioni di italiani per rinnovare le amministrazioni in 761 Comuni di cui 20 capoluoghi, si è presentato il 61,1% degli aventi diritto, in netto calo rispetto al voto precedente (67,24). Il secondo turno è previsto il 24 giugno.

Stamattina presto, a spoglio ancora in corso, i dati già evidenti la riconferma del sindaco di centrosinistra di Brescia Enrico Del Bonosono (dove crolla il M5S, che si ferma al 6 per cento), e Vicenza e Treviso strappate dal centrodestra (a trazione Lega) al centrosinistra. Mario Conte è diventato sindaco di Treviso con il 55 per cento delle preferenze. A Vicenza, dopo dieci anni di dem al potere, con oltre il 50 per cento delle preferenze, Francesco Rucco supera il candidato del Pd Otello De Rosa.
Il centrosinistra è in vantaggio ad Ancona con la sindaca uscente Valeria Mancinelli che ha superato quota 40 per cento. Al ballottaggio però dovrà scontrarsi con il candidato del centrodestra Stefano Tombolini. Ad Avellino il centrosinistra con Nello Pizza dovrà affrontare il ballottaggio contro Vincenzo Ciampi del Movimento 5 Stelle. Per quanto riguarda il centrodestra, a Imperia il candidato della coalizione, Luca Lanteri, dovrà affrontare al ballottaggio l’ex ministro Claudio Scajola alla testa di una coalizione di liste civiche. A Sondrio è davanti il candidato del centrodestra Marco Scaramellini che ha raggiunto il 40 per cento dei consensi – sarà ballottaggio con Nicola Giugni del centrosinistra. Stesso scenario a Brindisi: Roberto Calavalera del centrodestra con il 33% sfiderà Riccardo Rossi del Pd al ballottaggio. Rilevante invece il caso di Imola. Negli ultimi 25 anni era diventata un feudo della sinistra. Stavolta invece Carmen Cappello, sostenuta dal Pd e dagli alleati, si è fermata al 42%. Il 24 giugno se la vedrà con Manuela Sangiorgi del Movimento 5 Stelle, che ha preso il 29,2%.
Sul fronte delle roccaforti rosse, si registra la clamorosa caduta di Terni dove il candidato del centrodestra Latini è in vantaggio su Paolo Angeletti del centrosinistra. Attenzione anche a Siena: Luigi De Mossi del centrodestra affronterà il 24 giugno il candidato del centrosinistra Bruno Valentini. A Massa sarà invece sfida tra Alessandro Volpi e Sergio Menchini dei 5 Stelle. A Pisa, altro fortino rosso, testa a testa tra Andrea Serfogli del Pd e Michele Conti del centrodestra. Ma anche qui a fare la differenza è la Lega, che raccoglie oltre il 20% dei voti.
Altri risultati importanti emergono in Sicilia. Finisce l’era Enzo Bianco a Catania con il trionfo del candidato del centrodestra Salvatore Pogliese. A Messina invece si profila un ballottagio con la sfida al secondo turno tra Placido Bramanti del centrodestra e Antoio Saitta del centrosinistra. Ma c’è anche l’incognita Cateno De Luca che potrebbe entrare al ballottaggio soffiando il posto a uno dei due candidati di centrodestra e centrosinistra.
Infine, nel Lazio, va sottolineato il trionfo di Vittorio Sgarbi che è stato eletto sindaco di Sutri in provincia di Viterbo con il 58,79 per cento delle preferenze – “a titolo gratuito”, chiarisce il critico d’arte.
Ancora, ballottaggi tra centrodestra e centrosinistra si profilano a Sondrio, Massa, Pisa, Siena, Ancona, Teramo, Brindisi. Un ballottaggio tra centrosinistra e M5s si profila ad Avellino. A Barletta e Siracusa il centrodestra potrebbe vincere al primo turno. A Trapani è nettamente in testa Tranchida sostenuto da liste civiche. A Ragusa il ballottaggio potrebbe riguardare FdI e M5s. A Viterbo e Messina centrodestra e civiche.
Vediamo di tirare le somme. In totale, il centrosinistra aveva 16 sindaci nei comuni capoluogo di provincia e per ora ne riconferma soltanto uno. Il centrodestra ne aveva tre e quest’oggi potrebbe già festeggiare a Treviso, Catania, Barletta, Siracusa, Vicenza. Il Movimento 5 Stelle, che aveva il sindaco di Ragusa, per ora, salvo sorprese, si deve accontentare di correre ai ballottaggi in tre città: Avellino, Terni e la stessa Ragusa.
Il centrosinistra sarà però al ballottaggio nei comuni di Teramo e Brindisi, finora governati dal centrodestra.
Dato eclatante è invece la debacle pentastellata a Roma, sulla scorta della pessima amministrazione Raggi. Nei Municipi III e VIII, il Movimento 5 Stelle praticamente scompare. Alla Garbatella vince il centrosinistra al primo turno con il candidato del centro sociale La Strada, Amedeo Ciaccheri. A Montesacro invece sarà ballottaggio tra centrosinistra (Giovanni Caudo) e centrodestra (Francesco Maria Bova).
Adolfo Spezzaferro

Commenta