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Milano , 25 lug – L’ex presidente della Provincia di Milano (prima Ds poi Pd), Filippo Penati, è stato condannato in appello dalla Corte dei conti a risarcire, insieme ad altre undici persone, un danno di 44,5 milioni di euro. La sentenza ha ribaltato così le assoluzioni con cui in primo grado si era concluso il processo per le irregolarità nell’acquisto della Provincia dal gruppo Gavio del 15% delle azioni della Milano-Serravalle. Secondo la Procura lombarda della Corte dei conti, nell’operazione, che risale al 2005, il valore delle azioni fu “gonfiato” a tal punto da causare all’ente allora presieduto da Penati un danno tra i 35,3 e i 97,4 milioni di euro, mentre al Comune sarebbe costato 21,8 milioni. La giunta provinciale di sinistra deliberò l’acquisto delle quote al prezzo di 8,9 euro ciascuna, mentre il gruppo venditore le aveva acquistate a 2,9 euro.

Sentenza ribaltata

Per tale atto amministrativo la Procura contestava “un pregiudizio all’erario connesso a una sopravvalutazione del prezzo unitario delle azioni acquisite dalla Provincia, ben al di sopra del reale valore di mercato, nonché un danno per il deprezzamento del controvalore del pacchetto azionario detenuto dal Comune di Milano nella stessa società”. Ma in primo grado, come detto, Penati e suoi furono assolti. Oggi il ribaltamento, molto pesante sotto tanti punti di vista, compreso quello politico. L’ex presidente Ds della Provincia di Milano, ma anche ex sindaco dell’allora rossa Sesto San Giovanni e poi consigliere regionale, ha definito la sentenza “paradossale”. Introducendo poi un elemento personale, che, per il rispetto dovuto in tali circostanze, preferiamo non commentare. Questa la sua dichiarazione all’Adnkronos: “Un anno fa mi è stato riscontrato un cancro, che non è ancora stato sconfitto. Da un anno sto combattendo la sfida più importante della mia vita. I medici mi confermano che tra le cause scatenanti della malattia c’è sicuramente le conseguenze della mia lunga vicenda giudiziaria. Oggi il mio impegno sta tutto qui, delle vicende della Serravalle se ne occuperanno i miei avvocati”. 

Vittimismo fuori luogo

Di fronte alla malattia, ribadiamo, è giusto fermarsi. Però in merito alle parole dello stesso Penati circa il risarcimento del danno richiesto, ecco, lì il vittimismo ci pare fuori luogo. “Io sono qui – ha detto -. Abito in affitto in un appartamento di 55 metri quadrati alla periferia di Sesto e vivo della mia pensione di insegnante e di un modesto vitalizio percepito dopo la mia ventennale attività istituzionale in Comune, Provincia e Regione che, con la riforma recente e il passaggio al sistema contributivo mi è stato aumentato di 18 euro”. Uhm…

Fabio Pasini

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