Roma, 30 ago – Oggi il premier incaricato Giuseppe Conte incontrando i partiti principali chiude il giro di consultazioni per la formazione del governo M5S-Pd. Incontrerà anche Fratelli d’Italia e Lega ma non i loro leader: Giorgia Meloni e Matteo Salvini hanno fatto sapere che non ci saranno. Anzi, per il Carrocio non ci saranno neanche i capigruppo, ma due sottosegretari uscenti (Lucia Borgonzoni e Claudio Durigon). Forza Italia invece parteciperà al completo (anche se la presenza di Silvio Berlusconi non è sicura). Conte vuole procedere speditamente (come chiesto dal Presidente Mattarella) in modo tale che già entro mercoledì della prossima settimana possa tornare al Colle per sciogliere la riserva e sottoporre al capo dello Stato programma e lista dei ministri.

Ieri i primi incontri: Conte incassa il sì di LeU

Nella prima giornata di consultazioni, ieri, il premier incaricato ha incassato il sì di Liberi e Uguali (di vitale importanza per la maggioranza in Senato, tanto che non è escluso che a Articolo 1 o Sinistra Italiana vada alla fine anche un ministero), del Psi (un senatore, Nencini), dell’Union valdostane ma solo l’astensione di Svp. Non si sbilancia per adesso +Europa, divisa tra la “mozione” Bonino, contraria all’alleanza Pd-M5S, e quella Tabacci, favorevole. Questo “tira e molla” del partitino di isipirazione sorosiana lascerebbe intendere la richiesta di una qualche poltroncina.

Oggi l’incontro con 5 Stelle e dem


Oggi tocca alle delegazioni più importanti, M5s e Pd: sul tavolo del programma di governo sono molti i temi da discutere. Ieri il capogruppo dem alla Camera Graziano Delrio ha aperto alla revisione delle concessioni autostradali, tema caro ai 5 Stelle. Ma la vicesegretaria Pd Paola De Micheli ha ammesso che che esistono divergenze su temi fondamentali, come il taglio del cuneo fiscale, con il Pd che chiede sia più a favore dei lavoratori e i pentastellati che vogliono penda più per le imprese, e la giustizia. Intanto il dem Antonio Misiani rassicura i 5 Stelle: “Il taglio dei parlamentari si farà, è nell’accordo di governo. L’accordo dice di calendarizzare il prima possibile il voto sul disegno di legge sul taglio dei parlamentari e di lavorare per poi rafforzare le garanzie costituzionali e una serie di elementi ulteriori che noi abbiamo chiesto di inserire nel programma di governo”.

Di Maio che reclama poltrone indispettisce i dem

I capigruppo grillini Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli blindando il capo politico Luigi Di Maio, sottolineando che il M5S si schiera “compatto” nel reclamare per lui la poltrona di vicepremier. “Una eventuale impuntatura di Di Maio sarebbe un male per tutti: arrivati a questo punto della trattativa bisogna chiudere”, fanno sapere fonti dem. Ma il sottosegretario agli Esteri, il 5 Stelle Manlio Di Stefano, getta acqua sul fuoco: “Per quello che ne so, il tema del vicepremier non è centrale in questo momento. Nel senso che, sia Di Maio che Zingaretti, hanno deciso che sarà Conte ad affrontarlo” dopo queste consultazioni. “Non è escluso che alla fine del giro, Conte incontri Di Maio e Zingaretti”, conclude Di Stefano.

Magari non sarà centrale adesso – l’incarico di vicepremier – ma resta dirimente per la nascita del governo giallofucsia.

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. continuerò a preferire un Salvini con il bel giubbetto della PIVERT addosso, che questo maggiordomo con la pochette “mille punte”,da classico parvenue invitato per errore ad un party a Cortina.

    non solo l’abito fa il monaco ma ti fa capire anche la personalità profonda di quel mona co.

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