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Roma, 21 set – Il premier Giuseppe Conte va ad Atreju, la festa di Fratelli d’Italia, difende l’obbrobrio M5S-Pd-LeU-Iv-Psi, anticipa qualche misura economica, riaffronta il tema immigrazione e soprattutto coglie l’occasione per attaccare ancora il suo nemico Matteo Salvini. Dal palco sovranista, mentre tra la platea si leva il grido “elezioni, elezioni”, l’ex “avvocato del popolo” ormai “avvocato delle élite” punta il dito contro il leader della Lega: “Oggi pomeriggio viene Orban qui chiedete a lui perché non ha seguito Salvini ed è rimasto nel Ppe. La Lega si è ritrovata completamente isolata, ed era quello che io intuivo anche allora. L’Italia, a partire dai temi dell’immigrazione, raramente è stata supportata dai Paesi del Patto di Visegrad”. Conte attacca Salvini anche sulla famigerata chiacchierata con la Merkel, in cui l’allora premier del governo M5S-Lega si consigliava su come aumentare i consensi dei 5 Stelle e ostacolare la crescita del Carroccio. “Sono frammenti di una chiacchierata un po’ rilassata tra due esponenti di governo davanti ad un drink”, si difende oggi, “Vedo che Salvini ci sta ricamando molto sopra: io non mi sono mai permesso di denigrare una forza politica che sosteneva il precedente governo. Eravamo nella prospettiva di una votazione europea: come io ho chiesto alla Merkel, lei ha chiesto a me come si preparavano le forze politiche. Io dicevo che il rischio dell’isolamento, dal mio punto di vista, era evidente”.

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“Aumento Iva scongiurato da tasse su merendine e bevande gassate”

Conte è stato introdotto dalla leader di FdI Giorgia Meloni, che ha chiesto per lui un applauso: “Noi siamo i veri democratici in questa nazione“, spiega la Meloni introducendolo sul palco, “oggi fa un gesto non scontato, un atto di coraggio“. A quel punto il premier – intervistato da Bruno Vespa – passa alla difesa d’ufficio dell’inciucio giallofucsia ed espone come intende trovare le risorse che scongiurerebbero un aumento dell’Iva. Ossia introducendo nuove tasse su beni che rischiano così di essere considerati di lusso, come trasporto aereo, ma anche bevande gassate e merendine. “Credo che sia una soluzione praticabile”, afferma il premier commentando l’ipotesi di un sovrapprezzo di un euro per i voli nazionali e di 1,5 euro per quelli internazionali. Ma anche con la lotta all’evasione fiscale grazie a una vera e propria “guerra” al contante. Tutte misure già nell’aria e che ora purtroppo potrebbero essere messe in atto. In cambio, promette Conte, “asili nido gratuiti per famiglie con redditi medi e bassi”.

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“Porti aperti e redistribuzione”

Sul fronte immigrazione, invece, la politica resta quella sbandierata fin dai primi giorni del governo giallofucsia, dopo il pressing di Ue e Ong: porti aperti ma con una redistribuzione migliore di chi sbarca. “La linea dura è un interesse di tutti in Europa”, assicura, “Come anche la redistribuzione, si accettano cose belle e meno belle. Serve un meccanismo automatico europeo che si applichi subito. Non ho mutato idea su questo punto: non ho detto che oggi in Italia entra chiunque. Ormai hanno capito che l’Italia non accetterà più i migranti come in passato e non se li terrà da sola sul territorio”. Peccato però che l’accordo con Francia e Germania riguardi in realtà solo quelli con diritto d’asilo e non i cosiddetti migranti economici, che sono la stragrande maggioranza, a partire da quelli irregolari scaricati nei nostri porti dalle Ong. Lunedì il premier sarà a Malta per firmare l’intesa. Ma è chiaro fin da ora che per l’Italia sarà una fregatura.

“Mia formazione cattolicesimo democratico che guarda a sinistra”

Infine Conte punzecchia anche Matteo Renzi che però “non ha motivo di credere” voglia far cadere il governo giallofucsia. Ma è evidente che al premier bruci il fatto che la scissione dal Pd si sia consumata a governo formato: “Con lui sono stato molto chiaro, se mi avesse chiamato prima, perché è evidente la aveva maturata almeno qualche giorno prima la sua scelta, io avrei preteso che l’interlocuzione avvenisse anche con il suo gruppo”, spiega il presidente del Consiglio. E per quanto riguarda il suo orientamento politico, Conte respinge l’idea che possa esser stato vicino ai dem fin da prima della nascita del governo giallofucsia: “Il Pd non lo ho mai frequentato”, sottolinea, “non ho mai avuto una tessera né partecipato ad un convegno. La mia formazione è il cattolicesimo democratico, un centro che guarda a sinistra“.

Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. Ci fa o c’è ????
    Davvero pensa che gli altri paesi europei si accollino i bingobongo ????

    Accordi di Dublino ?
    modificati ? non mi risulta .
    L’ Austria già chiude il Brennero da quando son tornati i kom ….

    Ciccio (o ciuccio) fatti 4 conti ….

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