Roma, 2 set – “Dipende tutto da Rousseau“. A dirlo è il capo politico del M5S, Luigi Di Maio, che “opziona” il governo giallofucsia in attesa del responso della base dei 5 Stelle, che domani dirà che ne pensa dell’accordo con il Pd. La conditio sine qua non posta da Di Maio non sembrerebbe impensierire i dem, con il capogruppo al Senato, Andrea Marcucci, che dice: “Voto su Rousseau? Rispetto i meccanismi di tutti, quindi anche quelli dei 5 stelle“. Il sottosegretario 5 Stelle Carlo Sibilia si dice ottimista: “Una bocciatura da parte della piattaforma Rousseau è nel novero delle cose. Io però confido che i cittadini capiscano la potenzialità dell’accordo con il Pd e gli diano il via libera“. Poi anche lui manda a dire al Pd che il vicepremier deve avere una poltrona di peso, nell’esecutivo Conte bis (sempre se Rousseau dirà di sì): “Ritengo che Di Maio debba avere un ruolo di primo piano: è il nostro capo politico ed è giusto così“.

Conte e il nodo dei vicepremier

Il premier incaricato Giuseppe Conte intanto convoca per le 17 i capigruppo pentastellati e dem per fare il punto sulle trattative in corso. Il nodo vicepremier rimane ancora tutto da sciogliere. La soluzione – ipotizzata dallo stesso Conte – potrebbe essere quella di riconfermare lo schema con due vice del precedente esecutivo, nominando Luigi Di Maio per il M5S e Dario Franceschini per il Pd. I dem, dal canto loro, ritengono opportuno cancellare la carica e chiedono da parte dei 5 Stelle un atto di buona volontà per la nascita del governo.

I dem aspettano di essere convocati dai 5 Stelle


Sul fronte Pd, intanto, alle 13 il segretario Nicola Zingaretti ha riunito la cabina di regia del partito al Nazareno, con il presidente Paolo Gentiloni, i vicesegretari Andrea Orlando e Paola De Micheli, i capigruppo Andrea Marcucci e Graziano Delrio, le vicepresidenti Anna Ascani e Debora Serracchiani e il tesoriere Luigi Zanda. Delrio, intercettato dai cronisti all’uscita dalla sede Pd, ha confermato la possibilità di un incontro a breve con i 5 Stelle: “Si, oggi ci incontreremo. Attendiamo, la convocazione la fa M5S“.

Domani la giornata chiave

Domani, come detto, si terrà il voto online su Rousseau. Ma anche la direzione nazionale del Pd. Se tutto dovesse andare bene, mercoledì Conte potrebbe tornare dal presidente della Repubblica, per sciogliere la riserva con esito positivo. Il premier incaricato si presenterebbe al Colle con il programma di governo e una lista dei ministri, sui quali ovviamente l’ultima parola spetta a Sergio Mattarella.

Carfagna attacca Rousseau

Intanto, dalle fila dell’opposizione, Mara Carfagna di Forza Italia va all’attacco della piattaforma Rousseau: “Non è ammissibile che un patto di governo nato, almeno stando ai suoi promotori, con l’obiettivo di rafforzare le istituzioni e la dignità repubblicana, venga sottoposto alle forche caudine di una votazione anonima e non controllabile da nessuno“. La vicepresidente della Camera rincara la dose: “Non è lecito che una platea di poche migliaia di persone, interpellate attraverso una società privata, imponga la sua volontà, qualunque sia, al Parlamento, agli eletti, alle istituzioni democratiche. Le consultazioni nei partiti si fanno prima, non dopo, la stipula di accordi”. Infine la Carfagna se la prende anche con i dem: “E’ per me incredibile che il Pd abbia accettato il diktat Cinque Stelle sulla piattaforma Rousseau, come è incredibile che lo accetti il premier incaricato Giuseppe Conte. Come si può attribuire a quel voto una potestà decisiva e non semplicemente consultiva? Per mesi le sinistre hanno agitato rischi autoritari o addirittura eversivi alle porte: e adesso? L’articolo 1 della nostra Costituzione affida la sovranità al popolo ‘nelle forme e nei limiti della Costituzione’ che, fino a prova contraria, non prevede interventi della Casaleggio Associati”.

Adolfo Spezzaferro

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