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Roma, 4 dic – Giuseppe Conte va in onda a reti unificate e parla di un governo e di un Paese che non esistono. Nella sua narrazione i suoi ministri sono i migliori del mondo, le riforme sono dietro l’angolo, sul Recovery fund l’Italia non è affatto indietro, la curva dei contagi è sotto controllo, la maggioranza è unita e la parola “rimpasto” lo fa “rabbrividire”. A sentire il premier, insomma, va tutto benissimo.



Uno show a base di fuffa, rigore e sparate roboanti

Eppure, la vita sociale è azzerata, la sera è tutto chiuso, così come i cinema e i teatri, i musei e le mostre. La movida è vietata, non ci sono assembramenti (se non per fare shopping). Nelle regioni rosse di fatto c’è il lockdown. E come se non bastasse il Dpcm di Natale impone un ulteriore giro di vite, vietando praticamente di festeggiare. Con il lockdown nazionale a Natale, Santo Stefano e Capodanno. C’è qualcosa insomma che non torna nello show patetico a cui Conte ha sottoposto ieri sera gli italiani. Uno spettacolo in cui in mezzo alla consueta fuffa – sottolineata da certi tic del premier, come il guardare in alto o il guardarsi in giro prima di rispondere, gesti evidenti nonostante la mascherina – tornano il rigore, i toni autoritari, le sparate roboanti.

Black Brain

Quelle domande dei giornalisti che interrompono il one man show

Dopo aver snocciolato il suo Dpcm con cui tappa gli italiani in casa dal 21 dicembre al 6 gennaio, Conte ha risposto alle domande dei giornalisti. E la sensazione diffusa è stata che il premier mostrasse insofferenza per le troppe domande – come ha sottolineato lui stesso. Quasi un rumore di fondo a disturbare il one man show a reti unificate in cui l’ultimo dei problemi del premier è che la gente non ne può più. Soprattutto dei suoi “sermoni” televisivi.

Per il premier nella maggioranza va tutto benissimo

In merito alle cene in ristorante quando il suo Dpcm lo vietava o l’utilizzo improprio della scorta per la sua compagna Olivia Palladino, Conte risponde ma respinge ogni accusa, ritenuta “falsa e diffamatoria“. Magari così il premier pensa di assolversi da solo, tuttavia l’indagine per peculato rimane. E quando gli chiedono dei problemi nella maggioranza, con il Pd che lamenta il blocco del tavolo delle riforme e della legge elettorale, Conte parla di confronto continuo con i leader maggioranza e di ben due tavoli per le riforme “per affrontare meglio le priorità economiche e sociali, affidati ai caprigruppo della maggioranza e a esponenti delle varie forze politiche”. “Quando mi porteranno i risultati di questi due tavoli – spiega il premier – avrò un ulteriore confronto”.

Fuffa come se non ci fosse un domani

In generale, nell’apologia del suo operato – nonostante l’economia nazionale sia in ginocchio -, Conte dice convinto che “il governo si sta impegnando tanto, con risultati che ci fanno dire che non stiamo facendo male. Sul Recovery non siamo in ritardo, anzi. Abbiamo piena visione strategica, faremo riforme di chiara portata costituzionale. Non stiamo galleggiando, siamo stati promotori in Europa di una riforma epocale. Lavoriamo per un’Italia più inclusiva, digitale e green“. Strano che stavolta non abbia parlato di resilienza, altra parola molto cara a Conte, quando deve spargere fuffa.

“Rimpasto? Rabbrividisco solo a pronunciarla, quella parola”

Gli fanno una domanda su rimpasto, ma il premier non risponde. Gliela rifanno e lui replica: “Rimpasto? Rabbrividisco solo a pronunciarla, quella parola. E’ una liturgia della vecchia politica, non ho consuetudine con queste formule”, dice Conte come se fosse una sorta di homo novus. E comunque – assicura – i partiti di maggioranza non sono interessati al rimpasto e “i miei ministri sono i migliori”, afferma in merito alla gestione della pandemia.

Vaccino e trattamento sanitario obbligatorio

Dulcis in fundo, come ultima domanda gli chiedono come mai il governo non abbia previsto una vaccinazione di massa e obbligatoria contro il coronavirus. E qui il premier dà il meglio di sé. Prima parla di “approccio liberale, presente anche nella nostra Costituzione” e poi arriva un lapsus che la dice lunga su quanto Conte sia liberale. “Se la curva dei contagi resterà sotto controllo – dice il premier – non sarà necessario imporre un trattamento sanitario obbligatorio, cercheremo fino all’ultimo di preservare la vaccinazione facoltativa”. Parole che hanno scatenato le ire degli italiani sui social: “Il Tso? Servirebbe a Conte”.

Adolfo Spezzaferro

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