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Roma, 3 ago – La proposta di abolire la legge Mancino avanzata dal ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana, come prevedibile ha fatto insorgere la sinistra. Parole condivisibili che non sono insomma piaciute a chi è abituato ad agitare lo spauracchio “razzista”, con tanto di fake news condite ad arte come negli ultimi giorni.  “Abroghiamo la legge Mancino, che in questi anni strani si è trasformata in una sponda normativa usata dai globalisti per ammantare di antifascismo il loro razzismo anti-italiano”, ha dichiarato stamani Fontana.
Purtroppo però non solo da sinistra sono arrivati i niet al ministro leghista. Il premier Giuseppe Conte si è ad esempio affrettato a prendere le distanze da Fontana scrivendo su Facebook che secondo lui “l’abrogazione della legge Mancino non è prevista nel contratto di governo e non è mai stata oggetto di alcuna discussione o confronto tra i membri del Governo” “sacrosanti gli strumenti legislativi che contrastano la propaganda e l’incitazione alla violenza e qualsiasi forma di discriminazione razziale, etnica e religiosa”.
Una posizione affatto condivisa dal vicepremier Matteo Salvini, che si è invece schierato con il ministro per la Famiglia: “Sto con Fontana. Alle idee, anche le più strane – ha detto il leader leghista all’AndKronos – si risponde con altre idee, non con le manette”. Specificando comunque che le priorità della Lega e del governo “sono lavoro, tasse, giustizia e sicurezza. Evitare di processare le idee nel nome della libertà di pensiero è una battaglia giusta, ma certo non una priorità”.
  
Alberto Palladino

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