Roma, 11 giu – All’indomani del vertice a tre con Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il premier Giuseppe Conte appare (nuovamente) allineato sulle posizioni dei due vicepremier e assicura di voler ridurre il debito “senza manovre recessive”. “Da ieri ci siamo rimessi al lavoro e ci saranno nei prossimi giorni altri incontri per rilanciare l’azione del governo con ancora maggiore determinazione”, spiega Conte all’assemblea biennale di Assonime. “Ho chiesto una riunione economica, dobbiamo confrontarci sulle azioni concrete e programmare in modo serio, responsabile ed efficace gli obiettivi di crescita e sviluppo sociale cercando assolutamente di scongiurare la procedura di infrazione“. Il presidente del Consiglio poi rassicura tutti dicendo che con i due vicepremier il “clima è molto buono”. “Abbiamo impostato il rilancio dell’azione di governo”, ha aggiunto e “abbiamo concordato” il no all’austerità e a misure recessive perché “il Paese non ha bisogno di questo”.

La previsione del premier: “Deficit a fine anno al 2,2%”

Un deficit a fine anno “al 2,2 per cento e non al 2,5 come prevede la Commissione Ue”, è la previsione del premier. “Produrrebbe un miglioramento di 0,1 punti del deficit strutturale nel 2019”, aggiunge Conte. “Un esito positivo del dialogo con le istituzioni europee è fondamentale anche per far crescere il peso politico dell’Italia e per rivendicare un ‘portfolio’ economico importante nella nuova Commissione Ue”, spiega poi il premier in merito al rapporto con la Ue.

“Procedura d’infrazione sarebbe dannosa anche per Eurozona”


“Sono assolutamente fiducioso nella capacità di dialogo tanto del nostro Governo quanto della Commissione europea: una procedura di infrazione sarebbe estremamente dannosa sia per le prospettive di crescita del nostro Paese che per l’intera Eurozona – ha detto il premier Conte . L’impegno del governo è quello di concordare con i partner europei un percorso credibile di riduzione del debito, nel segno della sostenibilità sociale e senza attuare manovre recessive, che sarebbero in contraddizione con l’agenda di rilancio della crescita adottata sin dallo scorso anno”.

“Nessuno mi vuole mettere nell’angolo”

“Mi vogliono dettare l’agenda? No, non è stato questo l’atteggiamento, né questo il clima. Nessuno mi vuole mettere in un angolo, sono lo stesso che a dicembre ha evitato la procedura di infrazione al Paese salvaguardando le misure di protezione sociale, quota 100 e reddito di cittadinanza. Non ho cambiato filosofia”, è il commento del premier a proposito della riunione di ieri sera con Di Maio e Salvini.

Adolfo Spezzaferro

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