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Roma, 2 mag – Giuseppe Conte ha convocato una conferenza stampa per le 18:30 di oggi a Palazzo Chigi per parlare delle eventuali dimissioni di Armando Siri. “Come può il governo del cambiamento affrontare questo caso? Non possiamo fermarci di fronte a lobby e interessi di parte per avere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”, ha esordito il premier. Eppure “anche un avviso di garanzia è sufficiente a creare una macchia”, ha detto il primo ministro.

La decisione di Conte

“Ho valutato la necessità, l’opportunità, di dimissioni da parte del sottosegretario Siri. Le dimissioni o si danno o non si danno. Le dimissioni future legate alle attività dei giudici non credo abbiano molto senso. Lo dobbiamo alla trasparenza del governo”, ha detto Conte.

“Dichiarazioni spontanee di Siri non possono rappresentare una svolta. Mi assumo la responsabilità di proporre la revoca della nomina di Siri al Consiglio dei Ministri. Non mi ergo a giudice del caso, le mie valutazioni sono politiche in quanto massima autorità di governo. Non vuol dire che Armando Siri sia colpevole, è coinvolto in indagini preliminari”. “Invito la Lega a comprendere che questa soluzione non significa condanna per un suo esponente. E invito il M5S affinché non approfitti per parlare di vittoria politica”, ha puntualizzato il premier.

Le parole di Siri

Il sottosegretario alle Infrastrutture indagato per corruzione aveva anticipato la conferenza di Conte con uno stato pubblicato sulla propria pagina Facebook.

“Dal primo momento ho detto di voler essere immediatamente ascoltato dai magistrati per chiarire la mia posizione. La disponibilità dei magistrati ad essere ascoltato c’è e confido di poterlo fare a brevissimo. Sono innocente, ribadisco di avere sempre agito correttamente, nel rispetto della legge e delle Istituzioni, e di non avere nulla da nascondere”, scrive Siri.

“Proprio per questo, vivo questa situazione con senso di profonda amarezza. Confido che una volta sentito dai magistrati la mia posizione possa essere archiviata in tempi brevi.
Qualora ciò non dovesse accadere, entro 15 giorni, sarò il primo a voler fare un passo indietro, rimettendo il mio mandato, non perché colpevole, bensì per profondo rispetto del ruolo che ricopro”, ha puntualizzato il sottosegretario leghista.

Alessandro Della Guglia

 

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1 commento

  1. QUALSIASI PENALISTA,anche di provincia,direbbe a SIRI che le dimissioni male non ne fanno .I magistrati apprezzano il gesto che elimina ogni remora nel proseguo delle indagini.L’atteggiamento di Siri non è affatto giustificabile nè corretto,sia sotto l’aspetto etico che politico.Perchè la politica è etica,e l’etica è politica per il bene comune.Per quanto riguarda la sostanza dei numeri, Siri ha già fatto perdere alla LEGA almeno UN PUNTO percentuale alle prossime Europee .Dal punto di vista umano ,Siri in ogni caso e comunque vada a finire il processo, pagherà un conto salatissimo in quanto si E’ APERTA LA CACCIA .Può stare sicuro che gli faranno fare la fine del CINGHIALONE e dello GIAGUARO SMACCHIATO.

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