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Roma, 8 mag – Forte della sua pattuglia di senatori, determinante per tenere in piedi la maggioranza, Renzi continua a dettare le sue condizioni a Conte. Anche a costo di contraddire la linea di Italia viva sul “contratto alla tedesca“, osteggiato ai tempo del governo Lega-M5S e ora riproposto dall’ex premier per non far cadere il governo. In un’intervista alla Stampa, all’indomani del vertice (positivo peraltro) a Palazzo Chigi tra Conte e la delegazione di Iv, Renzi alza la posta e lancia un messaggio che più chiaro non si può: “Al premier proponiamo di stilare un contratto di programma alla tedesca per chiarire dove vogliamo portare l’Italia: quale politica industriale, quali gli interventi per la famiglia, come lavorare sulla scuola”. A quel punto, è l’offerta dell’ex segretario del Pd, “se Conte fa le cose giuste vada avanti, non ho un problema con lui ma, ma il mio problema sono le cose da fare per l’Italia”. La crisi economica obbliga a tenere in piedi la maggioranza giallofucsia – fa presente Renzi – per cui Conte non si può permettere di fare lo schizzinoso con Italia viva. ”Lo sanno tutti, sta arrivando un temporale, per l’Italia sarà durissima, migliaia di aziende chiuderanno, migliaia di persone perderanno il lavoro. Dico al presidente Conte: se vuoi continuiamo a sostenerti, apriamo assieme l’ombrello“, è la proposta vincolante dell’ex premier.

Quanto pesano i 17 renziani a Palazzo Madama

Non è questione di riequilibri nella maggioranza ma il “peso” dei suoi senatori Renzi sulla bilancia lo mette eccome. “Se dovessi chiedere più poltrone sulla base dei nostri numeri, ne dovrei chiedere decine. Al Senato abbiamo la metà dei senatori del Pd, 17 contro 35, eppure al governo i nostri sono solo tre, cioè un decimo rispetto ai dem. Ma in questa fase chissenefrega delle poltrone. Del riequilibrio non mi importa nulla”, assicura il leader di Iv. E questo significa che punta ad altro. Ecco perché nel centrodestra lo accusano di voler barattare il no alla mozione di sfiducia contro il ministro grillino della Giustizia Bonafede con il sì dei 5 Stelle alla maxisanatoria degli immigrati irregolari chiesta dal ministro dell’Agricoltura, la renziana Bellanova. Ipotesi che in verità non esclude neanche il Primato Nazionale.

Regolarizzare immigrati? “Alla fine una soluzione si troverà”

Tra l’altro, a sentire proprio Renzi l’accordo sembra già fatto: “Se non si mettono in regola migliaia decine di migliaia di persone che lavorano i nostri campi da sempre noi avremo due conseguenze: non avremo la frutta italiana negli scaffali tra due mesi e falliranno aziende, inoltre se non dai delle regole tiri fuori dalla legalità determinate fasce di popolazione e queste diventano patrimonio della mafia. Lo sanno tutti che alla fine una soluzione si troverà“, assicura sornione ai microfoni di Radio anch’io su Radio1. Dal canto suo, Tajani di Forza Italia denuncia i “giochi di palazzo vergognosi”, perché ovviamente se Conte recupera i renziani non deve imbarcare i “responsabili” berlusconiani. “Faccia appello all’unità della sua maggioranza, non a noi”, dice poi il vicepresidente di FI al grillino Di Maio, che vista la malaparata su Bonafede ha invocato senso di responsabilità, in una intervista all’AdnKronos.

Insomma, da qui a quando sarà calendarizzata la mozione di sfiducia del centrodestra al Senato contro Bonafede per “evidente incapacità ed inadeguatezza”, Renzi avrà modo di ricordare a Conte tutte le volte che servirà che vuole un contratto nero su bianco, per non mandarlo a gambe all’aria.

Adolfo Spezzaferro