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Jesolo, 16 lug – Ancora immigrati contagiati arrivati dall’Africa. Sono 43 i positivi al coronavirus (42 africani e un operatore della struttura) nella sede della Croce rossa italiana di Jesolo (in provincia di Venezia). Il focolaio è scoppiato a causa della necessità di sottoporre un immigrato ospite della struttura (un nigeriano di 30 anni) ad un intervento chirurgico ortopedico. Come da protocollo, è stato sottoposto al tampone che ha evidenziato il contagio. Dopo di che sono stati eseguiti altri 142 tamponi che hanno portato alla luce complessivamente 43 casi positivi. La notizia arriva proprio mentre il governatore veneto Luca Zaia lancia l’allarme sugli immigrati positivi.

Centro Cri in quarantena e presidiato dalle forze dell’ordine

“La situazione è sotto controllo e va costantemente monitorata – assicura il sindaco Valerio Zoggia – non tanto per i contagiati che lasceranno questa città in giornata, bensì per chi resta in struttura affinché non possa liberamente circolare durante il periodo di isolamento. A tal proposito ho firmato un’ordinanza che impone alla Croce Rossa l’obbligo di vigilare su questo”. E’ stato stabilito che rimarranno nella struttura solo 85 persone, tutte in quarantena, controllate a vista dal personale della Cri e delle forze dell’ordine, per almeno due settimane. Carabinieri e polizia perlustrano la zona.

Consigliere regionale Calzavara: “Struttura va immediatamente evacuata”

Per il consigliere regionale Francesco Calzavara (Zaia Presidente) la struttura va immediatamente evacuata. “Aver appreso della presenza di più di 40 casi di Covid-19 a Jesolo all’interno della struttura della Croce rossa è un pesantissimo danno di immagine per la nostra località ed è assolutamente necessario che tutta la struttura venga evacuata in tempi brevissimi e messa in sicurezza“.

“Stop a centro come bancomat della Cri per incassare milioni di euro”

Il consigliere obietta che “il centro della Croce rossa non può continuare ad avere questa funzione in particolare in una località turistica; quel centro deve diventare qualcosa di diverso e non un bancomat utilizzato dalla Croce rossa italiana per incassare milioni di euro“. “Vista l’incapacità della Cri di controllare le entrate e le uscite dal centro da parte di chi ancora vi risiede – conclude Calzavara – confido che il Prefetto di Venezia garantisca, nei tempi che serviranno per l’evacuazione, un numero adeguato di forze dell’ordine per fa sì che queste persone in quarantena non escano dalla struttura della Croce Rossa di Jesolo”.

Ludovica Colli

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