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Roma, 4 giu – Ci mancava solo questa. Andrea Crisanti si schiera con l’Austria e dice che fa bene a non riaprire i confini all’Italia, nonostante la decisione del governo di Vienna abbia suscitato il risveglio del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che ha tuonato un terribile – si fa per dire – “gli individualismi violano lo spirito comunitario e danneggiano l’Europa e il mercato unico” . “Io penso faccia bene, ci sono ancora un sacco di casi in Italia. Penso che l’Austria abbia investito quanto noi per eliminare il virus e non vedo perché debba correre il rischio di importare nuovi casi senza implementare misure di controllo. Questa è una cosa seria e io penso che anche noi dovremmo implementare misure di controllo verso tutti quei Paesi in cui l’epidemia è ancora attiva, come l’America o il Sud America”. Così Crisanti, direttore di Microbiologia e Virologia dell’Università di Padova, in collegamento con Agorà su Rai3. “Anche sui Paesi europei bisognerebbe fare delle differenze, perché ci sono Paesi e Paesi. Io stabilirei dei criteri: se entri in Italia ti controlliamo la temperatura, anche se abbiamo visto che serve a ben poco, ti facciamo il tampone e verifichiamo che tu sia rintracciabile. Se sei positivo ti mettiamo in isolamento, non è che si può riaprire tutto così“, sottolinea il medico.

Crisanti contro Zangrillo

Come se non bastasse, Crisanti va pure all’attacco dei colleghi che ritengono che il coronavirus ormai sia fortemente indebolito e quasi scomparso. “Non me lo spiego, è un atteggiamento ‘sportivo’ nei confronti del virus. E’ una follia“, dice sempre in tv. E poi commenta direttamente le parole di Alberto Zangrillo (secondo il quale “il coronavirus clinicamente non esiste più”): “Se Zangrillo fosse andato a Vo’ Euganeo la prima settimana di gennaio avrebbe detto che il virus clinicamente non esisteva e poi avrebbe visto cosa ha fatto… Questo virus ancora non lo comprendiamo bene, non comprendiamo perché c’è un numero così elevato di asintomatici e non comprendiamo perché a un certo punto, raggiunta una soglia critica, le persone cominciano ad ammalarsi in modo così grave e con conseguenze così devastanti”.

“Poca trasmissione ma ancora pericolo. Non esiste il rischio zero”

Insomma, secondo lui “in questo momento c’è poca trasmissione ma non significa che non c’è pericolo. Non esiste il rischio zero in questo momento“. L’allarmismo serve ad alimentare la paura del virus, nonostante le evidenze cliniche: in questo Crisanti fa lo stesso gioco del Comitato tecnico scientifico e degli “espertoni” schierati con il governo giallofucsia.  Infine Crisanti si concede un commento sull’app governativa per il tracciamento dei positivi: “L’App ‘Immuni’ potenzialmente è una buona idea“. Ma, ammette, “così com’è concepita e con i livelli di identificazione dei casi penso che abbia un impatto molto, molto basso. Penso che per avere un impatto dovrebbe essere scaricata almeno dal 90% degli italiani”.

Adolfo Spezzaferro

2 Commenti

  1. Questo normalissimo virus, che nel 96% dei casi è letale su persone già malate, è in via di sparizione.E speriamo che tanti virologi ritorneranno nell’ oscurità dopo essere stati tanto di moda.Alcuni probabilmernte continueranno ad esagerare l’importanza del virus e dei prossimi virus per rimanere al centro dell’ attenzione(vi sono casi di 2 mila euro a comparsata televisiva), che è un normalissimo fenomeno della natura umana.Alcuni tornano molto utili ai poteri occulti che sono dietro alla dittatura sanitaria

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