Roma, 25 feb – La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina non si farà, almeno per adesso. Dopo due anni di tensioni sugli squilibri commerciali tra le due maggiori economie del pianeta, arriva la distensione.

Il presidente Usa Donald Trump in due tweet infatti ha annunciato il rinvio dei superdazi su 200 miliardi di importazioni annue made in China.

L’annuncio di Trump

“Sono felice di annunciare – scrive Trump – che abbiamo fatto dei progressi sostanziali nei nostri negoziati commerciali con la Cina, su questioni strutturali che includono le tutela della proprietà intellettuale, i trasferimenti di tecnologie, l’agricoltura, i servizi, la moneta e altri temi. In conseguenza di questi negoziati produttivi, rinvierò l’entrata in vigore dei dazi che era prevista dal primo marzo. Ipotizzando che i progressi tra le due parti continuino, prepareremo un vertice con il presidente Xi a Mar-a-Lago, per concludere l’accordo“.

La soddisfazione di Pechino

Tutto confermato da Pechino. “Progressi sostanziali su questioni specifiche, dai trasferimenti tecnologici alla protezione dei diritti sulla proprietà intellettuale, all’agricoltura e ai servizi per l’industria sono stati raggiunti durante i colloqui sul commercio che a Washington hanno riunito una delegazione cinese ed una statunitense”. Così la delegazione cinese, citata dalla Xinhua.

“Durante i colloqui del 21-24 febbraio – hanno riferito fonti della delegazione – le parti hanno ulteriormente rafforzato l’importante consenso raggiunto dal presidente cinese Xi Jinping e dal presidente americano Donald Trump durante il loro incontro in Argentina. Sulla base degli ultimi progressi, le parti porteranno avanti il loro lavoro in vista della prossima tappa”.

Vola la Borsa di Shanghai

La decisione di rimandare lo scontro frontale è stata premiata dalle Borse cinesi: Shanghai mette a segno un balzo del 5,60% (passo più ampio da luglio 2015). Sull’azionario, decine di titoli hanno terminato le contrattazioni segnando il rialzo massimo del 10%, in particolare il settore dell’acciaio e quello finanziario.

Adolfo Spezzaferro

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