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Roma, 17 gen – Carlo De Benedetti difende l’euro. In un momento molto delicato per l’Unione europea – alle prese con la Brexit – e soprattutto per l’Italia, sotto attacco da parte della Banca centrale europea sul fronte delle banche, elogiare la moneta unica – che tanti, anche al governo, criticano duramente – è una scelta quanto meno infelice. Sebbene sia perfettamente in linea con le posizioni sostanzialmente anti-italiane dell’Ingegnere, “tessera numero 1” del Partito Democratico.



In un’intervista a Il Sole 24 Ore, De Benedetti afferma: “L’euro è stato la salvezza dell’Italia. Che Paese saremmo oggi se 20 anni fa fossimo rimasti con la lira? Simili all’Egitto, finanziariamente. Criticare l’euro è da folli anche se è vero che la moneta unica, come l’ Europa, è un’incompiuta”.

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Con l’occasione, l’imprenditore naturalizzato svizzero ha rispolverato i ricordi dell’ingresso dell’Italia nell’euro. Difendendo ovviamente l’operato di Romano Prodi e attaccando ovviamente Giulio Tremonti. L’ex ministro dell’Economia, come è noto, ha più volte ribadito che l’entrata dell’Italia nell’Eurozona sia stata un’imposizione tedesca per tenerci incatenati ai diktat di Berlino. De Benedetti in merito si è detto totalmente in disaccordo. L’Ingegnere infatti ha un ottimo rapporto con la Germania, tanto che di recente ha criticato la scelta di Paolo Savona come ministro per gli Affari europei. “Ricordo benissimo che all’epoca in Italia tutta la classe dirigente e politica voleva entrare nell’euro. Lo voleva Gianni Agnelli, lo voleva l’establishment, la Confindustria. È vero invece che poi la Germania ha beneficiato più dell’Italia dei vantaggi dell’euro. Ma la colpa è solo nostra, non abbiamo mai fatto le politiche per migliorare la produttività a differenza di Berlino dall’era Schröder in poi”.

Poi De Benedetti ha guardato alle Europee di maggio, ammettendo che “è possibile che con le prossime elezioni il primo raggruppamento parlamentare a Bruxelles sia di impostazione sovranista“. Tuttavia si augura che “il Partito popolare europeo non pensi di blandire i sovranisti, arrivando a qualche tipo di alleanza. Lo considererei un errore della portata di quello del primo ministro britannico Chamberlain che nel 1938 pensò di ammansire Hitler“.

Parole pesanti, con paragoni sproporzionati e fuori luogo.

Infine De Benedetti rincara la dose: “Ricordiamo che nel ‘900 in Europa abbiamo vissuto due guerre devastanti che sono nate da scontri tra nazioni. Nel Dopoguerra con saggezza chi governava ha creato organizzazioni sovranazionali in Europa, partendo nel 1951 dalla Commissione per il carbone e l’acciaio, proprio per evitare i contrasti tra le nazioni. Non so quanto tempo servirà, ma bisogna aspettare che passi il vento sovranista”.

Insomma, l’Ingegnere, che con il suo impero editoriale tanto sta criticando il governo gialloverde e le sue istanze sovraniste, non ha dubbi: sono le organizzazioni sovranazionali che salverebbero le nazioni.

Questo spiega l’amore per l’Ue e per l’euro, per il governatore centrale Mario Draghi – “che alla Bce salvando l’euro e l’Europa ha salvato l’Italia” – e il disprezzo per chi, anche in passato, ha cercato di alzare la voce a Bruxelles in difesa degli interessi nazionali.

Ecco perché De Benedetti non ha mancato di attaccare ancora una volta il “nemico storico” Silvio Berlusconi. Infatti, quando gli si chiede del cosiddetto “golpe finanziario” contro l’Italia, risponde: “Il governo Berlusconi era totalmente delegittimato presso tutte le cancellerie europee, l’Italia era allo sbando, tutti ricordano i risolini a Nizza di Merkel e Sarkozy nei confronti di Berlusconi che era ormai diventato un clown della politica”.

Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. Oggi Berlusconi scende in campo perché dice di avere a cuore il pensiero profondo del mondo…. ed il suo “avversario” De Benedetti -cittadino italo svizzero – dichiara la sua gioia per l effetto salvifico dell euro e dei vari effetti (lassativi?) delle istituzioni di Bruxelles.
    Oggi le Comiche.

  2. Quando vedo quest’uomo penso alla distruzione dell’Olivetti, ovvero ciò che fu il polo informatico e tecnologico mondiale ben prima della Silicon Valley americana. Quando vedo quest’uomo penso agli operai dell’Olivetti ammalati di tumore con l’amianto nel talco, gli operai e cittadini di Vado Ligure ammalati di tumore con le sostanze inquinanti della Tirreno Power. Tutte cose che il De Maledetti sapeva e taceva (come hanno taciuto i suoi giornali da carta straccia), ma che una giustizia collusa ha archiviato con taralucci e vino per tutti.
    Quando vedo quest’uomo mi viene in mente un solo aggettivo: PORCO.

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