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Roma, 8 apr – “Capisco che Salvini abbia difficoltà a sganciarsi da Berlusconi ma da Arcore non può partire nessuna proposta di cambiamento”. Dal centrodestra non può scaturire “n governo di cambiamento ma solo un governo-ammucchiata”. Parola del leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio che lancia un nuovo affondo in questa domenica di incontri interni.
Nel pomeriggio, infatti, a villa San Martino ad Arcore, è previsto un vertice unitario del centrodestra, convocato da Berlusconi per trovare una linea comune in vista del secondo giro di consultazioni e per elaborare una strategia in risposta all’offerta di Di Maio al Pd.
Anche Beppe Grillo, Davide Casaleggio e Luigi Di Maio si incontrano oggi a Ivrea. I tre non si vedevano dai giorni a ridosso delle elezioni politiche.
Salvini dal canto suo in una intervista al Corriere della Sera ha messo le mani avanti in vista del vertice di oggi pomeriggio: “Voglio dirlo chiaro: si scordino di fare un governo con il Pd. Se c’è un tentativo da fare, è con i 5 Stelle. Non è una mia fissazione, ma una cosa ovvia. Con gli alleati dobbiamo mettere nero su bianco i dieci punti del nostro programma”.
“Al primo giro” di consultazioni, afferma Salvini, “siamo andati, con mio stupore, dicendo cose diverse. È chiaro che se andiamo in giro dicendo cose diverse, si fa il buon gioco di chi sostiene che siamo divisi. Dunque, parleremo con una voce sola, quella scelta dagli italiani che hanno portato il centrodestra a guida Salvini a essere la coalizione più votata. E così, toglieremo ogni alibi a Luigi Di Maio”.
Su alcuni fronti però il centrodestra è tutt’altro che unito, a partire dall’Ue. Salvini ammette: “È vero, quello è un nodo fondamentale. E non solo con Berlusconi. Io non posso andare al governo con chi fino ad oggi ha detto soltanto signorsì a Bruxelles. Di Maio ora dice che loro rimarranno fedeli all’Ue…”. “Io invece – prosegue – l’ho detto anche al presidente Mattarella: a breve ci saranno scadenze importanti, noi intendiamo rispettare gli accordi fino a quando garantiscono il benessere degli italiani. Se invece il rispetto dei parametri significasse chiusura di altre aziende, precariato e povertà, per noi non esiste. Oggi lo dirò anche a Berlusconi: se il centrodestra deve parlare con una sola voce, quella voce deve essere chiara”.
Adolfo Spezzaferro

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