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Roma, 6 ago – Tra i punti di attrito all’interno della maggioranza gialloverde c’è senz’altro quello sulle grandi opere. Alessandro Di Battista, voce della base grillina dura e pura, aveva infatti ribadito il «no» secco alla Tav da parte dei Cinque Stelle, mettendo così Di Maio in imbarazzo e Salvini in allarme. Ora, però, il vicepremier e leader del M5S si dice «estremamente fiducioso» che la Lega e il suo partito troveranno «un’intesa» sulle grandi opere, tra cui appunto la Tav. Parlando ad Agorà su Rai3, Di Maio ha infatti dichiarato che «io e Salvini ci capiamo al volo» e ha ribadito che la Lega «è sempre stata leale». Il governo, dunque, «è coeso».
La posizione di Di Maio sembra tuttavia più orientata a prendere tempo, sia per non causare strappi con la Lega, sia per non innervosire la base più movimentista dei Cinque Stelle. Di qui le parole, molto «democristiane», del vicepremier: «Il M5S non ha un pregiudizio sulle grandi opere, ma va ricordato» che si tratterebbe di «spendere 10 miliardi per andare da Torino a Lione in un Paese in cui spesso i cittadini non hanno autobus, strade e metro nelle periferie». Per questo motivo, secondo il leader del M5S sarebbero opportune delle modifiche al piano originario. Dal momento che la conclusione dei lavori della Tav è presente nel contratto di governo, Di Maio si trova quindi costretto a mediare tra Salvini e una buona fetta dell’elettorato grillino che ha mal digerito le concessioni del loro leader all’attuale ministro dell’Interno.
Anche su un altro punto sensibile per gli elettori pentastellati, quello dei vaccini, Di Maio tenta la mediazione tra base ed esecutivo gialloverde. Il Movimento 5 Stelle, infatti, «è fermamente convinto che le vaccinazioni ai bambini vanno fatte e per il governo sono una priorità». Al tempo stesso, però, Di Maio ha spiegato che secondo lui «la sanzione è un approccio sbagliato» e che anche «in campagna elettorale dicevamo» che «non si poteva danneggiare i bambini negando loro il diritto di studio». Il vicepremier ha poi concluso affermando che «dobbiamo coinvolgere le famiglie e spiegare loro che devono ascoltare il pediatra».
Vittoria Fiore

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