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Roma, 15 dic – Dal punto di vista politico Francesco Cossiga già nel 1989 aveva chiaramente compreso il ruolo della competizione economica e di come questa avrebbe in parte sostituito quella militare determinando necessariamente modifiche rilevanti nella organizzazione dei servizi di sicurezza. Sempre Cossiga, nella testimonianza di Paolo Savona, aveva capito che i francesi – ed in particolare attraverso  il Rapporto Marte – avevano conseguito ottimi risultati nell’ambito dell’intelligence economica. Proprio per questo, assai tardivamente in verità, fu istituita una commissione affidata al generale dei carabinieri Roberto Jucci, commissione della quale faceva parte Paolo Savona e che era volta a sottolineare il ruolo dell’intelligence economica per la salvaguardia dei nostri interessi economici.
Al di là dei contrasti tra il ministero del Tesoro e la Banca d’Italia in relazione alla questione, sia Paolo Savona che il prefetto Enzo Musino e il suo collega Gianni de Gennaro si mossero con una certa rapidità per costituire un programma di formazione professionale in materia di intelligence economica – in collaborazione con Mario Caligiuri dell’Università della Calabria – che tuttavia fu fine a se stesso e non trovò modo di avere implicazioni rilevanti per la nostra sicurezza economica. Sotto il profilo squisitamente saggistico un volume di Emanuel Halby, allievo di Christian Harbulot, relativo alla ‘ntelligence economica introdotto da Carlo Jean ed edito da Franco Angeli nel 2003, rappresenta un contributo assolutamente unico e originale nel panorama italiano poichè illustra per la prima volta la metodologia originale e feconda della Scuola di guerra economica di Parigi. Solo nel 2011 Carlo Jean e Paolo Savona scriveranno un saggio  sull’intelligence economica edito da Rubettino, saggio che certamente rappresenta una pietra miliare per la nascita dell’intelligence economica italiana.
A partire dal 2013 il Cestudec pubblicò per la prima volta in lingua italiana il Rapporto Marte che rappresenta l’atto di fondazione dell’intelligence  economica francese. Sempre nello stesso anno furono pubblicati due saggi: uno sulla guerra cognitiva, edito da Fuoco edizioni, nella interpretazione della scuola di guerra economica con la prefazione di Carlo Jean e l’altro sulla nascita dell’intelligence economica francese edito da Aracne.
E’ indispensabile sottolineare che l’intelligence economica costituisce uno strumento indispensabile per salvaguardare la sovranità economica del nostro Paese e questa  può essere compresa chiaramente solo nel contesto della guerra economica. Infatti l’intelligence economica è uno strumento della guerra economica in atto nello scenario multipolare. Ebbene, analizzarla separandola dalla guerra economica, costituisce un errore metodologico inammissibile tanto quanto pensare di porre in essere un dispositivo efficace senza prima avere conseguito una adeguata sovranità economica e militare. Come opportunamente sottolineato dallo Iassp di Milano – ed in particolare dal suo lungimirante Presidente Ivan Rizzi – e da Adriano Scianca nel numero di dicembre del Primato Nazionale, ”la sovranità non è un  bene  datoci naturalmente in dote (..) La sovranità è sforzo o non è, è lotta o non è, è ascesa o non è, è intelligenza o non è, è conquista o non è”.
Giuseppe Gagliano



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