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Roma, 17 mag – Tim manda a casa circa 4.500 dipendenti, la decisione è presa senza accordi con i sindacati. Ecco il risultato della guerra interna al gruppo, i cui costi come purtroppo spesso accade vengono scaricati sulla pelle dei lavoratori, considerati esuberi in base alla logica del profitto. A maggior ragione, il nuovo governo dovrà intervenire tempestivamente – sia con un tavolo adeguato sulla vertenza sia, internamente al gruppo, grazie alla cordata che fa capo a Cdp – per difendere i posti di lavoro di quello che è uno degli asset strategici del Paese.
Telecom Italia mobile annuncia la presentazione al ministero del Lavoro e ai sindacati un progetto di cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione aziendale. Ne dà notizia una nota dell’azienda che spiega come “tale progetto verrà analizzato e discusso con le organizzazioni sindacali nell’auspicabile prospettiva di pervenire ad un accordo in tempi rapidi”.
La cassa integrazione guadagni straordinaria sarà applicata a un massimo di 29.736 lavoratori che saranno sospesi dal lavoro per un numero medio di giornate non superiore a 26, da distribuire su base mensile nel periodo di applicazione e comunque in linea con i fabbisogni del programma di riorganizzazione.
Tim, ricorda la nota, ha avviato da gennaio 2018 un confronto con i sindacati per individuare le misure a sostegno del piano industriale DigiTim e in particolare definire un piano organici coerente con le finalità e i target annunciati. In poche parole, fare cassa tagliando i dipendenti.
“Questa mattina l’azienda ha informato i segretari generali che partirà unilateralmente la richiesta di procedura di cassa integrazione“, riferisce all’Ansa Salvo Ugliarolo, segretario generale Uilcom Uil.
“Gli argomenti sul tavolo avrebbero meritato approfondimenti – commenta il sindacalista – rispetto alle proposte dell’azienda sull’utilizzo del prepensionamento attraverso l’articolo 4 della legge Fornero, la possibilità di fare nuova occupazione con l’inserimento di giovani e la riqualificazione insieme all’internalizzazione di attività, oltre alla possibilità di affrontare tematiche riguardanti il secondo livello aziendale”.
Il segretario nazionale Ugl Telecomunicazioni, Stefano Conti, sottolinea che ”l’annuncio ai sindacati da parte di Tim dell’imminente avvio della cassa integrazione per 3-4 mila persone dimostra, se ancora ce n’era bisogno, la necessità di poter contare sulla garanzia imprescindibile per qualsiasi vertenza di un nuovo governo”. Il sindacalista sottolinea come ”trattandosi di un asset così strategico e anche di un procedimento che coinvolgerà un numero massiccio di lavoratori, non esiste una garanzia migliore di un nuovo Governo nel pieno delle sue prerogative e dei suoi poteri”.
“Un esecutivo in scadenza e quindi operativo solo per l’ordinaria amministrazione – mette in evidenza Conti – non può esercitare alcuna pressione, fornire alcuna garanzia né rappresentare un deterrente per investitori che potrebbero non avere naturalmente in cima alle proprie priorità l’interesse nazionale e anche, anzi soprattutto, quello del mantenimento e della difesa degli interessi nazionali”.
I mercati, intanto, premiano i conti, nonostante il report trimestrale evidenzi ricavi in lieve calo (-1,6% ma bene quelli domestici) ma un incremento dell’utile del 25%. Il titolo oggi va bene in Borsa, segno che l’annuncio della Cigs non influisce negativamente.
Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. Perchè nessun commnento?
    Al solito, non gliene frega niente a nessuno finchè non tocca a loro.
    Poi, quando tocca a loro, gridano “E’ UNA VERGOGNAAA !!!”

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