Roma, 22 mar – Sospettati di finanziare Al-Nusra. Sono 20 tunisini, da anni in Italia, nei confronti dei quali sono state eseguite numerose perquisizioni per l’accertamento di responsabilità riguardo alla commissione di vari reati con finalità di finanziamento del terrorismo di matrice islamica. L’indagine è coordinata e diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia ed Antiterrorismo di L’Aquila. Come riportato da Askanews, i carabinieri del Ros e i finanzieri del Gico di L’Aquila hanno compiuto le perquisizioni nelle città di Torino, Milano e nella provincia di Ascoli Piceno. La Direzione Distrettuale aquilana sta indagando su ipotesi di reato riguardanti vari illeciti di natura tributaria, compiuto al fine di raccogliere ingenti somme di denaro da destinare al finanziamento di attività riconducibile al movimento islamico Al-Nusra. 

Il riciclaggio

Gli indagati avrebbero versato il denaro ad alcune società di edilizia e di vendita di tappeti, grazie alle quali ingenti somme venivano spostate senza destare alcun sospetto delle autorità. O per lo meno così erano convinti i nordafricani, che riciclavano i fondi accumulati investendoli in altre attività ed in immobili formalmente intestate a soggetti di comodo ma di fatto gestite da un unico soggetto, capo indiscusso del gruppo. Il ricavo ultimo finiva all’estero, nelle casse dell’organizzazione radicale islamica. Le attività di polizia giudiziaria sono state svolte con il supporto dei comandi provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza di Torino, Milano, Ascoli Piceno e Teramo e con il coordinamento del Ros carabinieri e del Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata della Finanza.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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