Roma, 17 lug – Aumenta il pressing sul vicepremier Matteo Salvini: fuori e dentro la maggioranza si chiede a gran voce che riferisca in Parlamento sui presunti fondi russi alla Lega. A tal proposito, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte riferirà in aula al Senato sullo scandalo mercoledì 24 luglio. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo che si è riunita a Palazzo Madama e del cui esito hanno riferito il presidente dei senatori Pd, Andrea Marcucci e del gruppo Misto Loredana De Petris. La decisione del premier arriva in risposta alle continue richieste del Partito Democratico.

“Salvini viene meno a un suo dovere istituzionale”

“Conte ha dato la propria disponibilità a venire in aula mercoledì 24 luglio dalle 16.30 alle 17.30. Non sappiamo ancora se sarà un’informativa a o una comunicazione del governo, questo verrà stabilito tra la presidenza del Senato e il presidente del Consiglio. A noi – ha concluso Marcucci – fa piacere che gli italiani ora possano capire esattamente cosa sta succedendo e cosa è successo”. “Tra qualche ora – ha aggiunto la presidente del gruppo Misto De Petris – sapremo quale formula verrà adottata per l’intervento di Conte in aula. Ringraziamo ovviamente il presidente del Consiglio per la sua disponibilità, ma questa scelta rimarca ancora di più il fatto che il ministro dell’Interno, che è il diretto interessato, non sarà in Aula venendo meno a un suo dovere istituzionale“.

Zingaretti torna alla carica, a braccetto con Fico


Ringraziamo il presidente Fico che ci ha confermato di aver presentato la richiesta al governo di venire a riferire in Aula. Non avendo ricevuto risposte dal governo ci ha comunicato che questa mattina ha reiterato una nuova richiesta perché il ministro Salvini faccia chiarezza”. Lo ha detto il segretario del Pd Nicola Zingaretti, parlando con i giornalisti a Montecitorio dopo l’incontro con il presidente della Camera, il “compagno” a 5 Stelle Roberto Fico. “Si apre una stagione nuova. I due rami del Parlamento chiedono di riferire sui fatti di Mosca e dei giorni successivi, questo viene incontro alle legittime richieste delle opposizioni”, aggiunge il governatore del Lazio.

Scontro in commissione tra legisti e dem

Intanto continua il pressing del Pd sul ministro dell’Interno. Oggi, alla ripresa dei lavori delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera sul decreto Sicurezza bis, i parlamentari Dem hanno fatto ostruzionismo con una serie di interventi per rallentare i lavori, invocando la presenza in Aula di Salvini. Non sono mancati i momenti di tensione con gli esponenti della Lega. Ieri, sempre i parlamentari del Pd hanno occupato la sala del Mappamondo, sede delle due commissioni, in segno di protesta per il fatto che Salvini non si è ancora deciso a rispondere della vicenda russa in Aula.

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. Su che cosa deve rispondere Salvini?… Che prove ci sono in mano a chi di dovere?… Il maledetto partito comunista pidiessista ha le mani più lorde de sangue delle fauci di 10.000 Tirannosauri! E tutti lo trattano da organizzazione degna della massima stima! Sono come un orrido branco di orchi che vuole perfino la beffa della condanna legale ed istituzionale contro un uomo innocente da , (secondo loro!…), schiacciare e sbranare! A puttane, Busoni, pervertiti, nemici delle Patria e del Popolo & pirati/piratesse, tutti gli onori! Con annessi, ovviamente, riconoscimenti ed incentivi ecoomici! Schiaffo alla miseria di chi, Italiano, ha una pensione da fame! O da chi si trova braccato da bestie ciondolanti nelle nostre città che sono i ritiuti e gli scarti feccciosi di paesi-cesso! È TRIONFO DEL MALE!!! Altro che “liberazione”!!!

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