Roma, 1 giu – Alla fine, dopo una giornata di forti tensioni nel governo – con il M5S in guerra contro il Tesoro (accusato di essere in combutta con la Lega) – , la risposta alla lettera della Ue sul debito pubblico è partita, ieri in serata. A bloccare la prima stesura del documento è stato il vicepremier Luigi Di Maio, che ha chiesto un vertice di urgenza per discutere il contenuto del messaggio da recapitare alla Commissione Ue. E la lettera è diventata un caso, se non un vero e proprio giallo. In un primo momento infatti erano stati diffusi alcuni contenuti del testo, che annunciavano, tra l’altro, “riduzioni delle proiezioni di spesa per le nuove politiche in materia di welfare nel periodo 2020-2022”, ossia “Reddito di cittadinanza e Quota 100”, come si leggeva nella bozza. Poi il M5S ha protestato, parlando di “scelte incomprensibili”, con Di Maio che ha lamentato di non sapere nulla della lettera. Da qui la richiesta di un vertice di maggioranza prima dell’invio a Bruxelles.


Il giallo sulla bozza della lettera

E mentre il ministero dell’Economia smentiva i contenuti della lettera sottolineando che il ministro Giovanni Tria doveva ancora inviarla, in serata Palazzo Chigi ha fatto sapere che “la bozza di lettera da inviare alla Commissione Europea è stata da poco ricevuta dal Presidente Conte, che non l’ha quindi ancora approvata”. E soprattutto che “la versione che è stata anticipata dagli organi di informazione non è quella che in questo momento è in visione al presidente Conte” e che il responsabile della diffusione del “falso” ne risponderà.

Le modifiche: via i tagli al welfare

Il passaggio sul taglio alle spese per Reddito di cittadinanza e Quota 100 in tarda serata scompare dalla versione finale del testo. Nel nuovo documento si indica in modo più generico che “il governo sta elaborando un programma complessivo di revisione della spesa corrente comprimibile e delle entrate, anche tributarie”. Piccoli ritocchi anche alla parte sulla Flat tax che sarà attuata “nel rispetto degli obiettivi di riduzione del disavanzo”. Restano però i tre argomenti principali chiamati a convincere la Commissione Ue: nel 2018 il saldo strutturale non peggiora rispetto agli obiettivi concordati, quest’anno il deficit si chiuderà sotto il 2,4% previsto nel Def, e la riduzione di disavanzo e debito per il 2020 e il 2021 viene ribadita in pieno.

Commissione Ue esaminerà lettera: mercoledì forse il rapporto

La lettera, inviata da Tria, è stata appena ricevuta dagli uffici della Dg Ecfin, la Direzione generale degli Affari economici e finanziari, a Bruxelles. Ora la risposta verrà esaminata e servirà alla redazione del rapporto ex articolo 126.3 sul debito pubblico italiano, salito nel 2018 al 132,2% del Pil. Mercoledì prossimo il collegio dei commissari approverà le raccomandazioni specifiche per Paese e dovrebbe pubblicare anche il rapporto ex articolo 126.3, primo stadio di un’eventuale procedura d’infrazione per debito eccessivo.

Adolfo Spezzaferro

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