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Bruxelles, 27 apr – La sentenza arriva direttamente dalla Commissione europea: la giustizia italiana è la peggiore in Europa. A finire sul banco degli accusati, stavolta, sono propri i giudici della Penisola, a cui viene rimproverata lentezza e inefficienza. I tempi necessari per risolvere contenziosi civili e commerciali, infatti, invece di diminuire, stanno aumentando. Ad esempio, se nel 2016 occorrevano 514 giorni per emettere una sentenza di primo grado, nel 2017 la media si è alzata a 548. In pratica, un mese in più. Un ben poco lusinghiero record che ci ha fatto scivolare all’ultimo posto delle graduatorie europee.

Fanalino di coda

La situazione non migliora affatto anche se prendiamo in considerazione le sentenze di secondo grado e terzo grado. Allo stato attuale, ci vogliono oltre due anni per l’appello (843 giorni), e tre anni e mezzo per la sentenza in cassazione (1.299 giorni). Stesso discorso per la giustizia amministrativa: nel 2017 la media è stata di 887 giorni. Ma qui, almeno, non siamo proprio gli ultimi: peggio di noi hanno fatto Cipro, Malta e Portogallo. «Il quadro di valutazione dell’Ue arriva in un momento in cui le sfide allo Stato di diritto stanno aumentando in alcune parti d’Europa», ha evidenziato Vera Jourova, commissario europeo per la giustizia. «Purtroppo, alcuni altri stanno invertendo le tendenze positive», ha aggiunto con riferimento anche all’Italia.

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I problemi della giustizia italiana

Ma a che cosa è da addebitare questo stato disastroso della giustizia italiana? In effetti, le risorse destinate al settore non sono proprio poche: ogni cittadino italiano spende in media 96 euro per la giustizia, il che ci porta al nono posto in Europa. Non male, ma il problema è che il 63% degli investimenti va a coprire gli stipendi dei giudici e del personale dei tribunali. Insomma, i giudici italiani vengono pagati bene per metterci una vita a emettere una sentenza. Altro punto critico è la mancanza di personale, se pensiamo che l’Italia ha appena 10 giudici ogni 100mila abitanti. Una media effettivamente deplorevole, se pensiamo che in alcune nazioni del Vecchio continente si arriva si arriva anche a 40 giudici ogni 100mila abitanti. E infatti, in questa speciale classifica, siamo piazzati al 23esimo posto.  

Giovanni Coppola

4 Commenti

  1. Non è un caso la lentezza della giustizia ma è voluta; rende il cittadino un suddito dato che non puo’ avere giustizia in tempi brevi e non potendo affermare i suoi diritti rimane sottomesso ed impaurito e soggetto alle usurpazioni del potere politico e alla criminalità dilagante.Il fatto che l’Italia ha circa 100 mila leggi contro le circa 8 mila della Germania fà si che siamo dei sudditi che rimangono soggetti al potere e a testa bassa non potendo essere sicuri di non aver non violato una qualsiasi leggina nascosta nei codici.
    Un uomo che sà di rispettare la legge và a testa alta e reclama i suoi diritti !!Si puo’ fare l’esempio del padre di famiglia; se questo mette 100 regole forse i figli trovano facilità a rispettarle ma se il padre mette 1000 regole tra cui 900 assurde, i figli cercheranno di trovare la via per mentire e ingannarlo senza poter andare a testa alta.

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