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Roma, 22 giu – L’Italia non è più un posto sicuro e i cittadini si sentono senza protezione. Il 27,6% degli italiani si ritiene “poco” o “per niente” sicuro uscendo da solo di sera, per il 38,2% la paura della criminalità influenza molto o abbastanza le proprie abitudini, il 33,9% ritiene di vivere in una zona a rischio di criminalità (“molto” o “abbastanza”) e il 46,4% giudica negativamente il controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine.
A lanciare l’allarme il rapporto “Percezione della sicurezza” pubblicato dall’Istat per il biennio 2015-2016, che analizza la preoccupazione di subire reati e il livello di degrado socio-ambientale della zona in cui si vive.
Rispetto alle precedenti rilevazioni la percezione di insicurezza purtroppo non migliora (chissà per il biennio successivo): si riduce l’influenza della criminalità sulle abitudini di vita (dal 48,5% al 38,2%), ma cresce di 11,9 punti percentuali la sensazione di vivere in una zona a rischio, peggiora inoltre l’opinione sul controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine (al 38,4% nella precedente rilevazione, con valutazioni in genere più positive da parte di chi vive nei centri più piccoli).
Come è ovvio che sia, purtroppo – dati alla mano su violenze e stupri – il senso di insicurezza delle donne è decisamente maggiore di quello degli uomini: il 36,6% non esce di sera per paura (a fronte dell’8,5% degli uomini), il 35,3% quando esce da sola di sera non si sente sicura (il 19,3% degli uomini). Gli anziani hanno un profilo di insicurezza simile.
A fronte di tali preoccupazioni – spiega l’Istat – la quota di persone che ha sperimentato la paura concreta di essere sul punto di subire un reato nei tre mesi precedenti l’intervista è pari al 6,4% (7,2% donne e 5,6% uomini). Ancora, il 41,9% dei cittadini è preoccupato di subire uno scippo o un borseggio, il 40,5% un’aggressione o una rapina, il 37% il furto dell’auto, il 28,7% teme per sé o i propri familiari di subire una violenza sessuale. Il 60,2% dei cittadini è (molto o abbastanza) preoccupato dei furti nell’abitazione. Rispetto al 1997-98, gli indicatori di degrado socio-ambientale nella zona in cui si vive sono in calo tranne che per la percezione della presenza di prostituzione. Il 23,4% dei cittadini è stato testimone di atti di vandalismo contro il bene pubblico, il 12,5% vede (spesso o talvolta) persone che si drogano, l’8,8% persone che spacciano droga, il 9% prostitute in cerca di clienti.
Tra chi dà valutazione negativa del controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine, è opinione diffusa che gli agenti dovrebbero transitare più spesso nelle strade (55,5%), essere più numerosi (44,2%) o più presenti sul territorio (26,6%), in particolare nelle zone a rischio (20,5%) e di notte (20,3%). A tal proposito, emerge un ulteriore dato preoccupante: al senso di insicurezza i cittadini reagiscono con strategie di difesa individuali e familiari. Più di un individuo su quattro (il 28%) evita alcune strade, luoghi o persone quando esce di sera; il 72,1% delle famiglie ha almeno un sistema di sicurezza per l’abitazione e il 55,7% adotta qualche modalità di difesa (lascia le luci accese quando esce, chiede ai vicini di controllare, eccetera).
Infine, il quadro territoriale è quanto mai vario, con regioni in cui la paura e la preoccupazione si presentano come problemi molto evidenti. Tra le ripartizioni emerge il Centro Italia, che deve soprattutto al Lazio la sua situazione critica, mentre tra le regioni si distingue la Lombardia, seguita da Campania e Puglia. Impossibile non collegare il dato territoriale alla maggiore presenza di immigrati e di clandestini, che spesso delinquono o vanno comunque ad alimentare il degrado sociale e la sensazione di scarsa sicurezza.

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