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Roma, 20 mag – “Stamattina abbiamo chiuso l’accordo sul premier e sulla squadra di ministri e speriamo che nessuno metta veti su una scelta che rappresenta la volontà della maggioranza degli italiani”. Ad annunciarlo è il leader della Lega Matteo Salvini dopo la conclusione del faccia a faccia durato oltre due ore a Roma con il capo politico dei 5 Stelle, Luigi Di Maio. “Abbiamo scelto un nome equilibrato che soddisfa noi e loro”, assicura in merito al candidato premier. Ormai è (quasi) tutto pronto per il governo giallo-verde, dove potrebbero entrare anche gli stessi due leader (“Siamo disponibili a metterci la faccia“).
Il Quirinale domani mattina convocherà i gruppi di Lega e Movimento 5 stelle.  I colloqui al Colle con Luigi Di Maio e Matteo Salvini avverranno, salvo sorprese, nel pomeriggio.
Oltre all’incontro romano di stamattina, nel corso della giornata i due leader hanno avuto anche una serie di contatti telefonici. Per ora non è ancora stato rivelato il nome del premier “papabile” (“Non saremo né io né Di Maio”), ma Salvini parla di una “persona di valore, di spessore e riconosciuta che finora potrebbe non aver mai votato né il M5S né la Lega, così come secondo me anche alcuni ministri“. In base agli accordi, i nomi in campo sono quelli di uomini di area 5 stelle. Si fanno a esempio con insistenza i nomi dei due professori Giuseppe Conte e Andrea Roventini (il quale ha meno chance, a quanto pare). E sull’ipotesi che nel governo entri anche Fratelli d’Italia Salvini risponde: ”A me piacerebbe, in un governo che vuole cambiare regole, ci starebbe bene, ma non posso far violenza a nessuno”, ha aggiunto spiegando che dopo aver incontrato Di Maio questa mattina parlerà personalmente con Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni.
Intanto impazza il totonomi per il governo giallo-verde. A Palazzo Chigi, come abbiamo detto, potrebbe andare il docente di Diritto Privato Giuseppe Conte, all’Interno Matteo Salvini, allo Sviluppo economico (o al Lavoro) Luigi Di Mao, agli Esteri Giampiero Massolo e all’Economia Giancarlo Giorgetti. Anche se, come è noto, il presidente della Repubblica Mattarella vuole l’ultima parola per i dicasteri economici e per la Farnesina.
Ma vediamo chi è il papabile premier. Nato 54 anni fa a Volturara Appula, paesino nell’entroterra di Foggia, dopo la laurea in Legge alla Sapienza di Roma, Giuseppe Conte è stato borsista del Cnr e poi ha “perfezionato” gli studi giuridici in prestigiosi atenei europei e americani: da Yale alla Sorbonne, Dalla Duquesne a Cambridge, dall’International Kulture Institute di Vienna alla New York University. Attualmente insegna a Firenze e alla Luiss di Roma come docente di Diritto privato. Oltre a essere avvocato patrocinante in Cassazione, condirettore della collana Laterza dedicata ai “Maestri dei diritto” e componente della commissione cultura di Confindustria. Ma è anche esperto di “gestione di grandi imprese in crisi“, un curriculum che tornerà utile nelle vicende come Ilva o Alitalia.

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