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Governo, M5S: “Rousseau conta, decideranno gli iscritti sulla piattaforma”

by Eugenio Palazzini
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Roma, 30 ago – “Il voto degli iscritti del MoVimento 5 Stelle sulla piattaforma Rousseau conta. Non è un vezzo, ma uno strumento che la nostra comunità politica si è dato per far arrivare nelle istituzioni la voce dei cittadini”. Apre così l’ultima nota del Blog delle Stelle, contribuendo di fatto ad allargare la frattura di oggi con il Pd. Non solo i nuovi 20 punti presentati a Conte da Di Maio e che i dem dovrebbero accettare, per la formazione del governo sarà decisivo anche il voto degli iscritti al M5S sull’apposita piattaforma online.

Governo giallofucsia appeso a Rousseau

“Rousseau conta perché è parte integrante dei nostri processi decisionali. È stato così con l’elezione del Presidente della Repubblica, è stato così quando si è trattato, poco più di un anno fa, di approvare il contratto di governo per la nascita dell’Esecutivo uscente e sarà così quando, tra qualche giorno, si tratterà di votare in relazione al prossimo eventuale governo”, si legge ancora sul Blog dei Cinque Stelle.

“I gruppi parlamentari del MoVimento 5 Stelle hanno un ruolo importante e stanno lavorando intensamente in questi giorni – scrivono i pentastellati – per definire un possibile programma di governo, nell’esclusivo interesse degli italiani, poi la parola passerà agli iscritti certificati della piattaforma Rousseau e ci atterremo, com’è ovvio, alla loro decisione”. Dunque il governo giallofucsia è ufficialmente appeso al voto degli iscritti al M5S, che potrebbero appunto bocciare l’accordo con il Pd.

Calenda: “Zingaretti ripensaci”

“Quanto più conterà Rousseau, tanto più conterà la voce delle italiane e degli italiani”, si legge infine sulla nota del movimento che propone così un’estensione della volontà dei propri iscritti all’intero popolo italiano. Da vedere poi quale sarà la domanda che verrà posta a questi iscritti, visto che il M5S ci ha abituato a quesiti piuttosto criptici proprio sulla piattaforma che dovrebbe assicurare massima trasparenza. Intanto il dimissionario (dal Pd) Carlo Calenda, prova via Twitter a convincere il segretario del suo ormai ex partito a cambiare idea: “Zingaretti ripensaci. Come si dice a Roma: apriamoli come le cozze”.

Eugenio Palazzini

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