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“Grande prospettiva”: Meloni apre al nucleare, ma solo in parte

by Michele Iozzino
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Roma, 5 apr – Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuto dell’evento, promosso da Italian scientists association (Isa), dal titolo “La scienza al centro dello Stato”. Durante il suo discorso anche una timida apertura all’energia nucleare.

Cosa ha detto Meloni sul nucleare

Nell’individuare gli strumenti per portare avanti una transizione ecologia in maniera “non ideologica”, Meloni cita anche l’energia nucleare: “La grande prospettiva, la grande visione, e il grande sogno che derivano dalla possibilità di produrre, in un futuro non così lontano, energia pulita, ma soprattutto energia illimitata dal nucleare da fusione”. Per poi ricordare che l’Italia può vantare di aver dato i natali a uno studioso come Enrico Fermi. Un’apertura al nucleare che però è un’apertura solo a metà, un’apertura – per così dire – solo potenziale. Infatti, Meloni fa riferimento unicamente alla fusione nucleare che, per quanto promettente, è ancora lontana dall’essere realizzata, ma non la fissione nucleare, ovvero il metodo di produzione di energia nucleare ad oggi in uso. Ovviamente non in Italia, che al nucleare ha rinunciato anni fa tramite referendum.

Gli altri temi: dal rapporto fra scienza e politica, all’intelligenza artificiale

Oltre all’accenno al nucleare Meloni ha toccato altri punti nel suo discorso. Primo fra tutti il rapporto fra scienza, politica ed etica: “Se da una parte la politica, priva del supporto e della competenza degli scienziati, rischia di scadere nella demagogia, dall’altra l’apparato tecnico scientifico privo di ordine politico e principi etici rischia di scadere nella tecnocrazia”. In altre parole, scienza, politica ed etica non sono termini disgiunti, ma devono dare vita ad un’autentica alleanza e sinergia. Meloni ha anche parlato di intelligenze artificiale, ribadendo la necessità di mettere l’uomo al centro ed evidenziando alcuni pericoli: “Delle volte ho l’impressione che, senza rendercene conto, stiamo barattando la nostra libertà con la comodità”. Rispetto alle prospettive future e alla ricerca, ha ricordato come l’Italia sia “la patria del genio e della scienza”, anche se sembra aver perso consapevolezza di ciò, pertanto: “Oggi la nostra sfida principale è tornare a pensare in grande e tornare a credere nel nostro talento”.

Michele Iozzino

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