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Roma, 9 set – Dietrofront del governo sull’estensione dell’obbligo del green pass: si “salvano” (per adesso) i dipendenti pubblici, le nuove restrizioni riguardano solo scuola e Rsa. E’ questo il pacchetto sul tavolo del Consiglio dei ministri. L’esecutivo Draghi dunque frena sull’estensione della certificazione verde ai lavoratori statali dopo le fibrillazioni nella maggioranza a causa della posizione contraria della Lega.



Green pass solo per dipendenti mense e ditte pulizie delle scuole e personale esterno Rsa

Sul green pass dunque il governo preferisce procedere per gradi. L’estensione dell’obbligo quindi riguarderà soltanto i dipendenti di mense scolastiche e il personale delle pulizie impiegato nelle scuole. Obbligo anche per il personale esterno delle Rsa, le residenze sanitarie assistenziali. Eventuali altre estensioni dell’obbligo del green pass verranno discusse nella cabina di regia, che è stata rimandata a data da definirsi visto che la maggioranza è ancora spaccata.

Speranza si straccia le vesti

Infatti martedì e mercoledì la Lega ha votato alla Camera gli emendamenti di FdI contro l’estensione dell’obbligo del green pass. Gli emendamenti sono stati respinti, ma la presa di posizione del Carroccio manda in fibrillazione gli altri partiti della maggioranza. “Un grave messaggio di ambiguità” da parte della Lega, sintetizza il ministro della Salute Roberto Speranza. “E’ come se in un tema delicato come quello della salute abbiamo un pezzo di politica che sta là vedere se si può prendere qualche voto o no”, è l’accusa del ministro. Ma “l’estensione del green pass – sostiene convinto – non è una scelta politica” né è oggetto “di trattativa politica”. Eppure i fatti per ora smentiscono l’esponente di LeU: la trattativa c’è, eccome.

Renzi e Conte all’attacco della Lega

Sulla questione interviene anche Matteo Renzi, attaccando anche lui la Lega. “Nel merito, la posizione di Salvini è assurda, è folle. Poi: che Letta voglia togliere Salvini dal governo lo dice da mesi, che Salvini non ne voglia sapere è altrettanto vero, ma l’arbitro è Draghi”, sintetizza il leader di Italia viva. Chiede chiarezza poi Giuseppe Conte, neo leader del M5S. “Invito, senza polemiche, la Lega, che si è assunta una responsabilità” sostenendo il governo Draghi, “a essere conseguente e chiarire la propria posizione” sul green pass, dice l’ex premier.

La replica di Salvini: “Con Draghi andiamo d’amore e d’accordo”

Puntuale è arrivata la replica di Matteo Salvini. “Sul tipo di provvedimento che verrà adottato oggi in Cdm non ho idea”, ma “sicuramente non c’è l’imposizione a milioni di lavoratori del settore pubblico e privato”, conferma. La Lega “sarà responsabile e costruttiva come sempre”, assicura Salvini. Il leader della Lega poi sfida nuovamente gli altri partiti della maggioranza. “Con Draghi – dice – andiamo d’amore e d’accordo, Letta e Conte si tengano le loro preoccupazioni…“, è la frecciatina. In effetti ieri dopo una telefonata con Draghi, Salvini aveva anticipato le intenzioni del premier. “Non risulta nessuna estensione di green pass a tutti i lavoratori del pubblico e del privato”, aveva detto. E i fatti (per adesso) gli danno ragione.

Ma la vera questione è l’obbligo vaccinale

Ma la vera questione è l’obbligo vaccinale. Sì, perché delle due l’una: se non verrà largamente esteso il green pass, l’opzione del vaccino obbligatorio torna in pista. Ma la Lega è fermamente contraria. Staremo a vedere. Certo è che visto lo stato attuale della campagna vaccinale (qui i dati aggiornati) l’obbligo vaccinale – sempre se dovesse passare la legge – potrebbe rivelarsi inutile.

Adolfo Spezzaferro

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3 Commenti

  1. L’articolo riporta; “Chiede chiarezza poi Giuseppe Conte”. Conte è proprio l’ultimo che puo’ parlare di chiarezza con i voltafaccia continui e con la gente inviperita per le carcerazioni notturne e rovina economica delle piccole attività sotto il suo governo, come si vede dai vaffa che si è preso a Monza.Del resto chi di vaffa ferisce di vaffa perisce!

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