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Roma, 11 dic – C’era una volta l’Accademia della Crusca. Ormai persino un’istituzione così prestigiosa è finita in burletta, per colpa degli amministratori della sua pagina social, dediti all’antifascismo più che alla cura della nostra lingua. Nata nel 1585 a Firenze per volontà di Leonardo Salviati e dei suoi amici, la “brigata dei crusconi”, è la più antica accademia linguistica del mondo. Suo compito, da sempre, è quello di mantenere pura la lingua italiana: separare la farina dalla crusca, appunto. Esempio per tutto il mondo, con il suo Vocabolario degli Accademici della Crusca, protegge costantemente l’italico idioma da storture e nefandezze nell’uso. Fiore all’occhiello della Nazione per secoli, poi l’Accademia è finita sui social. Ed è finita. Infatti, che cosa leggiamo sulla sua pagina Facebook ufficiale? Con la scusa di una precisazione sull’uso corretto della parola cancrena (si può dire anche gangrena, che è il termine medico), la rubrica #LaCruscarisponde allega la foto di una scritta su un muro. E sapete che cosa recita? “Il fascismo è la cancrena, si elimina o ci si crepa“.

Antifa da tastiera all’assalto di chi critica la foto

Inutile dire che sotto il post sono stati pubblicati numerosi commenti di giubilo: “meravigliosa la foto scelta per esempio”, “complimenti per la bellissima foto” et similia. Ma il dato più vergognoso è che quei pochi che hanno cercato di far presente che su una pagina che almeno sulla carta dovrebbe avere un alto valore culturale e istituzionale non si dovrebbero pubblicare immagini di questo tipo sono stati presi di mira dai “seguaci” della Crusca 2.0, un ricettacolo di antifascisti da tastiera. Banali e ignoranti, per di più (visto il solito riferimento alla Costituzione antifascista), che su una pagina del genere fa ancora più effetto. Responsabile del siparietto, tale Stefania Iannizzotto, la social media manager della pagina Facebook dell’Accademia, che peraltro ha alimentato gli attacchi a chi scriveva cose del tenore di “dovremmo combattere l’ignoranza, non il fascismo“, pubblicando la foto della pagina dell’Accademia anche sul suo profilo personale, commentando “fascisti su crusca, per fortuna tanti anche no“. Attacchi che deridono “chi è capitato per sbaglio sulla pagina della Crusca”, perché, ça va sans dire, “non può essere che un fascista si interessi della lingua italiana o della cultura”. E giù con tutto l’armamentario antifa zeppo di stereotipi e snobismo radical chic.

Siamo pressoché sicuri che nessuno, tra gli accademici della Crusca, si indignerà per una caduta di stile del genere. Nessuno chiederà la rimozione del post, visto che ha scatenato qualcosa che non dovrebbe comparire sulla pagina di una istituzione simile. Chissà perché…

Adolfo Spezzaferro

6 Commenti

  1. Se alla maggior parte degli italiani fa piacere lasciarsi cuocere a fuoco lento nel calderone demo-pluto-criptogiudeocratico che possiamo farci? Evidentemente meglio lasciarsi estinguere.

  2. Perché mettete in risalto che la Crusca non può esprimere una idea che oggi deve esser condivisa da tutti?antifascismo…ma scherziamo.
    .ma certo che bisogna sostenerlo l antifascismo.
    E se la Crusca lo fa, ciò non toglie nulla al suo ruolo principale, quello di occuparsi della lingua