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Roma, 23 ago – La gara per l’aggiudicazione dell’Ilva “è illegittima ma non si può annullare”. Così il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, nel corso di una conferenza stampa in cui ha spiegato che “non basta che l’atto sia illegittimo per annullare l’atto” ma deve sussistere anche la “tutela dell’interesse pubblico concreto e attuale”.
Per il vicepremier quello compiuto ai danni dell’Ilva è un “delitto perfetto“. Un “delitto perfetto” che però, secondo Di Maio, sarebbe stato commesso “dallo Stato, creando una procedura piena di vizi e illegittimità, e non dal privato, che ha sempre agito in buona fede”. E’ questo il commento del leader dei 5 Stelle in merito al parere dell’Avvocatura dello Stato sulla gara. Di Maio aveva interpellato l’Avvocatura il 7 agosto, ponendogli tre quesiti. Uno era per sapere se l’immunità giudiziaria concessa ai commissari Ilva, agli acquirenti e ai loro delegati nell’attuazione delle disposizioni del piano di risanamento ambientale del polo siderurgico di Taranto, contrasti o meno con le leggi vigenti. L’Avvocatura ha trasmesso al ministro il parere nella serata del 21 agosto, Di Maio ha comunicato di averlo ricevuto, facendone però una sintesi e non pubblicando il relativo testo di 35 pagine.
Il sospetto del vicepremier è che la gara per l’Ilva sia illegittima, ossia che fosse illegittimo l’atto che nel giugno 2017 ha aggiudicato l’Ilva ad Arcelor Mittal attraverso la società Am Investco, partecipata dalla multinazionale insieme a Marcegaglia. Di Maio cita quanto espresso dall’Avvocatura dello Stato a cui si è rivolto per avere un parere sulla regolarità della gara stessa dopo che l’Autorità Anticorruzione aveva rilevato delle criticità.
Quelle stesse criticità che Di Maio cita essere confermate dall’Avvocatura. Tra queste, riassume il ministro, c’è la possibile lesione del principio di concorrenza, visto che l’aver prorogato al 2023 la conclusione degli interventi di bonifica ambientale nel polo siderurgico di Taranto avrebbe dovuto suggerire una proroga dei tempi per la presentazione delle offerte.
E invece i tempi non furono modificati e Arcelor Mittal vinse la gara per l’Ilva con un’offerta complessiva di quasi quattro miliardi di euro, battendo la concorrenza di Acciaitalia. Sintetizzando il verdetto dell’Avvocatura, Di Maio parla anche di “eccesso di potere” in quanto non è stato tutelato “il bene comune e il pubblico interesse” nel momento in cui sono stati impediti i rilanci che miravano a migliorare i contenuti dell’offerta per il gruppo siderurgico. E la colpa di tutto questo – accusa il vicepremier – è dell’ex governo.
Dal canto suo, l’ex ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha cercato di minimizzare. “Caro Luigi Di Maio il ‘delitto (im)perfetto’ è il tuo verso la nostra intelligenza. Se la gara è viziata annullala. ‘Potremmo se ci fosse qualcuno interessato’ e le altre fesserie del genere che ci stai propinando da mesi, dimostrano solo confusione e dilettantismo”, è l’accusa dell’esponente del Pd.
Il destino del più grande polo industriale del Meridione e soprattutto quello dei suoi lavoratori resta appeso a un filo. In merito, il segretario della Fim Cisl Marco Bentivogli, condanna chi sta temporeggiando: “Siamo a due settimane dalla scadenza della proroga dei commissari data dal ministro Di Maio. Fino ad ora è stata fatta solo confusione. Il ministro ha dato contemporaneamente ragione a chi vuole chiudere l’Ilva e a chi la vuole rilanciare ambientalizzata. Non abbiamo nessun pregiudizio sull’operato del ministro e del suo dicastero, chiediamo solo di decidere perché è da maggio che la trattativa si è interrotta. Abbiamo atteso troppi mesi di scaricabarile, i lavoratori non attenderanno ancora per molto tempo. Basta campagna elettorale. Se ci sono criticità gravi, annulli la gara altrimenti è fumo e confusione utile solo alle prossime elezioni. La fabbrica è senza manutenzione e pericolosissima“.

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