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Roma, 18 set – La matematica non è un’opinione ideologizzata e inquadra la realtà quasi sempre perfettamente. Ecco allora che i dati emersi dallo studio “Migranti: la sfida dell’integrazione”, degli istituti Cesvi e Ispi, ci fanno capire quanto sia importante impedire l’arrivo di immigrati. Negli ultimi dodici mesi infatti, secondo la ricerca in questione, gli sbarchi sono sensibilmente diminuiti: 140 mila in meno rispetto allo scorso anno. Cifra che ovviamente apre spiragli di luce in termini di minore caos futuro, di ripristino della sovranità territoriale, di tutela dei confini e di maggiori prospettive lavorative per i cittadini italiani.
Numeri che poi garantiscono allo Stato un ritorno economico immediato: l’Italia risparmia così un miliardo di euro. Non solo, se la tendenza dovesse essere confermata, ovvero se continueranno a sbarcare sempre meno immigrati sulle nostre coste, la stima media del risparmio è calcolabile in circa 1,9 miliardi di euro. Per la precisione questo dato è ricavabile nel caso in cui la diminuzione degli arrivi rimanga costante e in base al costo medio giornaliero pro-capite per l’accoglienza (35,9 euro per ogni immigrato).
Anche in questo caso insomma la retorica dei buonisti subisce uno smacco non da poco, alla faccia appunto degli “immigrati che ci pagano le pensioni”. Secondo l’indagine di Cesvi e Ispi, il netto calo degli sbarchi in Italia, addirittura oltre l’80% rispetto allo scorso anno, consente un importante risparmio in termini di costi evitati rispetto alle spese di finanza pubblica. Inutile direi poi che se questi soldi venissero investiti per le politiche del lavoro per i giovani italiani disoccupati, il ritorno economico nel prossimo futuro sarebbe ancor maggiore.
Alessandro Della Guglia

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