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Roma, 14 giu – Che la gestione dell’immigrazione in Italia abbia qualche “problema organizzativo” non lo scopriamo certo oggi. Fa sempre un certo effetto però leggere alcuni dati, come quelli diffusi da Save The Children in occasione della “giornata mondiale del rifugiato” (prevista per il 20 giugno), che parlano di ben “2400 minori irreperibili sui 18.300 ospitati dal sistema di accoglienza in Italia nel 2017“. La mancata identificazione o la “scomparsa” dei richiedenti asilo non sono certo una novità, persone come Daniele Contucci da anni denunciano queste falle nel nostro sistema di sicurezza, come il mancato fotosegnalamento di 100 mila immigrati sbarcati in Italia tra il 2010 e il 2014. 
Interessanti anche le percentuali dei minori non accompagnati che realmente sbarcano sulle nostre coste. Nel 2016 e nel 2017 raggiungevano a malapena il 13%, nei primi mesi del 2018 (dove il numero degli sbarchi è stato inferiore) hanno toccato quota 15% sul totale dei clandestini arrivati in Italia. Tra questi poi è da rilevare come l’83,7% sia rappresentato da ragazzi di 16-17 anni (dunque al limite della maggiore età), che in molti casi non essendo dotati di documenti è possibile che i 18 anni invece li abbiano già compiuti (succede in Serie A che i calciatori africani mentano sulla loro reale età, figuriamoci tra gli immigrati appena sbarcati).
Del resto le foto e le immagini delle navi delle Ong (Aquarius compresa) strapiene di giovani maschi adulti parlano chiaro, al di là della propaganda buonista basata sul piccolo Aylan e il “ma nessuno pensa ai bambini?”. Basti pensare che i minori sotto i 14 anni sono 1.229 dunque il 6,7% del totale, mentre quelli con meno di sei anni solo 116 pari pari allo 0,6%. Particolare anche la quota delle ragazze: solo 1.247 pari al 6,8% del totale, provenienti tra l’altro per il 60% da soli due paesi come Nigeria ed Eritrea e dunque molto esposte al rischio di finire nel giro della prostituzione.
Davide Romano

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