Roma, 14 giu – L’Espresso scopre che il premier Giuseppe Conte è un avvocato e in quanto tale ha difeso anche persone poi condannate dai giudici. Incredibile, un legale che si ritrova a prendere le difese di potenziali colpevoli. E noi che ingenuamente fino ad oggi pensavamo sul serio che la professione di avvocato consistesse nel difendere i bambini del Piccolo Coro dell’Antoniano di Bologna dall’accusa di aver formato una pericolosa gang che sovente svaligia caveau in Svizzera. Invece no, il sempre mirabolante settimanale della sinistra cool italiana, ha fatto l’ennesimo scoop che non è uno scoop: gli avvocati a volte si ritrovano a difendere anche dei clienti che poi vengono condannati.

Il problema poi, sempre secondo L’Espresso, è che Conte avrebbe “difeso gli interessi milionari di grandi aziende” e quindi non può ergersi ad “avvocato del popolo”. Siamo ovviamente alla ricerca spasmodica degli scheletri nell’armadio del premier pur di attaccare preventivamente il governo. Perché anche in questo caso non si capisce davvero dove si voglia andare a parare altrimenti. “Conte è diventato il professionista di fiducia di un uomo d’affari come Giuseppe Saggese, arrestato con l’accusa di essersi arricchito facendo la cresta sulle tasse, quelle pagate dai cittadini ai loro comuni di residenza”, scrive il settimanale diretto da Marco Damilano.


Quindi? L’Espresso vuole forse dirci velatamente che un avvocato è colpevole delle eventuali malefatte dei propri clienti? A parte il fatto che affermare una tale fesseria significherebbe negare la professione stessa di legale, siamo a livelli di giustizialismo retroattivo che neanche in una repubblica fondato sul Fatto Quotidiano sarebbe ipotizzabile. Eppure non c’è niente da fare, quando al governo sale qualcuno non gradito alla stampa di sinistra (e a volte pure quando potrebbe salirci questo qualcuno) assistiamo a inchieste ad hoc atte a screditare il rappresentante dell’esecutivo di turno.

Lo stesso tempo diventa un concetto proustiano da stravolgere, non è contemplabile attendere i provvedimenti governativi. Si deve subito partire alla carica tentando di trovare eventuali pagliuzze nell’occhio del Conte, che poi a ben vedere è tutto da dimostrare che siano sul serio anche solo delle pagliuzze. Tutto questo perché se i detrattori guardassero le proprie travi non basterebbe certo un numero di una rivista settimanale.

Eugenio Palazzini

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1 commento

  1. All’espressino , a forza di assumere pseudo-comunistelli pluriraccomandati ed insipienti , hanno partorito inchieste giornalistiche di alto profilo , savianetto sarà sicuramente invidioso…….. veramente un avvocato può essere difensore di qualche pluri pregiudicato o di qualche multinazionale bricconcella…….??? Scoperte inquietanti……….. skypd24 già rosica.

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