Bruxelles, 20 lug – Sul fronte dell’immigrazione, l’Unione europea dà ragione all’Italia sulla necessità di una cooperazione sugli sbarchi ma sottolinea di non avere competenza nel determinare i porti sicuri. “L’Italia invoca da tempo, e a ragione, una cooperazione regionale sugli sbarchi”, e gli avvenimenti di questo fine settimana “hanno dimostrato un senso condiviso di solidarietà da parte degli Stati membri (Francia, Germania, Malta, Spagna, Portogallo e Irlanda) che si sono offerti di accogliere una parte dei migranti sbarcati a Pozzallo”. A dirlo è il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, in una lettera di risposta al premier italiano Giuseppe Conte. “Tuttavia – precisa Juncker – queste soluzioni ad hoc non rappresentano un modo di procedere sostenibile“.
Rispondendo all’Italia, Juncker ha poi aggiunto che “la Commissione è pronta a svolgere pienamente la sua funzione di coordinatrice” della cellula di crisi suggerita dal premier Conte, “ma soltanto come tappa in direzione di un quadro più stabile”. Il presidente della Commissione europea ha inoltre sottolineato che “l‘Ue non ha competenza per determinare il luogo/porto sicuro da usare per gli sbarchi in seguito a un’operazione di ricerca e salvataggio in mare“.
In ogni caso, assicura Juncker, “la Commissione continuerà a lavorare ininterrottamente per tutta l’estate, da un lato per sostenere – entro i limiti del suo mandato – gli sforzi degli Stati membri, dall’altro per preparare le proposte legislative da presentare in settembre per rafforzare la guardia di frontiera e costiera europea e rendere più efficace la politica di rimpatrio”. “Consideriamo inoltre prioritario esaminare il modo in cui potrebbero funzionare i ‘centri controllati’ negli Stati membri dell’Ue e il sostegno che può essere fornito dall’Unione” e allo stesso tempo “sarà portata avanti la realizzazione di piattaforme di sbarco regionali, in stretta cooperazione con l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, anche in previsione della riunione con tutti i paesi del Mediterraneo da essi indetta per il 30 luglio”, conclude il presidente della Commissione Ue in risposta Conte.
Insomma, sul fronte immigrazione l’Italia è un po’ più ascoltata, questo è evidente. Anche grazie alla linea dura dei porti chiusi che ha costretto gli altri Paesi Ue ad interessarsi agli sbarchi. Ma di fatto l’Ue non fa che confermare il quadro attuale, con la missione Sophia che resta in piedi a tutti gli effetti. Non sarà facile per il governo italiano far passare la linea che tutti i porti Ue del Mediterraneo devono essere a disposizione degli sbarchi.
Adolfo Spezzaferro

2 Commenti

  1. Le guardie di frontiera e costiera europee. Quindi anche coi “sovranisti” si procede alla soppressione di Italia.

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