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“Inciucione”, ultimatum M5S al Pd: “Senza sì a Conte inutile rivedersi”

by Adolfo Spezzaferro
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Roma, 27 ago – “Se non dicono sì a Conte è inutile vedersi, sono stanco dei giochini“. Così il capo politico del M5S Luigi Di Maio si sarebbe sfogato ieri con i suoi dopo l’incontro con la delegazione del Pd per dare vita al “governo della poltrona“. E il suo ultimatum blocca la trattativa per chiudere l'”inciucione” che serve (una volta incassato il placet del Presidente Mattarella) a impedire agli italiani di tornare al voto. . Infatti l’incontro tra le delegazioni dem e 5 Stelle, che era previsto per le 11, è stato ufficialmente annullato. La rende noto la presidenza del Consiglio. “In una fase cosi delicata per il Paese – si legge in una nota del M5S – non c’è tempo da perdere. Noi stiamo lavorando intensamente per dare risposte immediate ai cittadini. E dobbiamo sbrigarci perchè il tempo stringe. Nel Partito democratico, però, hanno ancora le idee confuse. Predicano discontinuità ma ci parlano solo di incarichi e di ministeri, non si è parlato ne di temi ne di legge di bilancio”.

“Così non va proprio bene – si legge ancora nella nota 5S – ieri dopo 4 ore di incontro non si è arrivati a nulla. Così non si può lavorare. O si cambia atteggiamento o è difficile.
Rivedremo il Pd quando nei loro organi di partito avranno dato l’ok all’incarico a Conte“. “Nessun altro incontro – è l’ultimatum dei pentastellati – fino a quando non avranno chiarito ufficialmente la loro posizione su Giuseppe Conte. Se si vuole il voto lo si dica apertamente, il M5S è la prima forza politica in Parlamento, lo ricordiamo a tutti”.

Calenda: “Basta prendere schiaffi da Di Maio”

Dal canto suo Carlo Calenda si lamenta per i diktat subiti dai 5 Stelle. “Sono stato zitto, come promesso – ha scritto su Facebook – fino all’inizio delle consultazioni. Ma ora basta. Lo spettacolo è indecoroso. Oggi iniziano e noi stiamo prendendo da giorni schiaffi da Di Maio e soci. C’è un democratico rimasto che si ribelli ai diktat su Conte e a un negoziato che non ha toccato un tema vero (Ilva, Alitalia, Tap, Tav, Rdc, Quota 100..)? Basta”.
Adolfo Spezzaferro

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