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Roma, 25 gen – Irpef salata per le partite Iva, che sono molto più tartassate di lavoratori dipendenti e pensionati. Il prelievo medio dell’imposta sul reddito sui lavoratori autonomi è infatti nettamente superiore a quello in capo a chi ha un lavoro dipendente o è in pensione. Secondo i dati relativi alle dichiarazioni dei redditi del 2018, l’Irpef media versata dai lavoratori autonomi è di 5.091 euro, quella in capo ai lavoratori dipendenti di 3.927 e quella dei pensionati di 3.047. Insomma, le partite Iva pagano il 30 per cento in più di Irpef all’anno rispetto ai dipendenti e il 67 per cento in più di quanto versano i pensionati. A rilevarlo è la Cgia di Mestre.

“Smentita tesi secondo cui paga più tasse chi subisce il prelievo alla fonte”

“Crediamo sia importante chiarire questa questione per smentire una tesi molto diffusa, soprattutto in alcuni ambienti sindacali, secondo la quale in Italia le tasse sono onorate quasi esclusivamente da coloro che subiscono il prelievo fiscale alla fonte“, ha detto il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia, Paolo Zabeo. “Sia chiaro – ha aggiunto – nessuno nega che tra gli autonomi ci siano delle aree di evasione o di sotto-dichiarazione che, ovviamente, vanno assolutamente sradicate. I risultati di questa elaborazione, comunque, dimostrano in maniera inconfutabile che le partite Iva sono mediamente più tartassate degli altri contribuenti-persone fisiche“.

Questa differenza si deve a un paio di fattori, spiegano gli esperti della Cgia. Primo, avendo redditi da lavoro mediamente più alti dei dipendenti e dei pensionati, il prelievo Irpef sui lavoratori autonomi è superiore; secondo, gli autonomi e i pensionati, in particolar modo quelli con redditi medio bassi, possono contare su detrazioni fiscali nettamente inferiori a quelle riconosciute ai dipendenti.

La mappa dei tartassati

La regione che versa più Irpef è la Lombardia, con 35,9 miliardi di euro, pari ad una Irpef media pro contribuente di 6.220 euro. Seguono il Lazio con 17,8 miliardi (Irpef media di 6.150 euro) e l’Emilia Romagna con 14,5 miliardi di euro (Irpef media 5.390 euro). Secondo la classifica della Cgia, in coda alla classifica si piazzano la Puglia con una Irpef media per contribuente pari a 3.840 euro, la Basilicata con 3.720 euro e, per ultima, la Calabria con 3.650 euro.

Una situazione insostenibile, per le partite Iva, che difficilmente potrà migliorare con il governo giallofucsia, tipicamente improntato all’aumento delle tasse per fare cassa nel vano tentativo di rispettare i parametri Ue.

Adolfo Spezzaferro

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