Roma, 26 giu – Gli italiani sono sempre più poveri. Oltre a essere un’evidenza tangibile, lo dice anche l’Istat, i cui dati parlano di povertà assoluta record tra le famiglie e gli individui che vivono in Italia.
L’Istituto ha elaborato un report dove vengono prese in esame sia la povertà assoluta sia quella relativa, basandosi sui dati relativi alle spese per i consumi delle famiglie italiane. Ebbene, per l’anno 2017 si è stimato che abbiano vissuto in povertà assoluta 1 milione e 778mila famiglie, pari a 5 milioni e 58mila individui. Più nel dettaglio l’incidenza della povertà assoluta è del 6,9% per le famiglie e dell’8,4% per gli individui. I dati sono in netta crescita rispetto all’anno precedente.
Per trovare un altro valore di povertà assoluta in Italia di questo tenore si deve andare indietro fino al 2005. E a essere i più interessati dal fenomeno sono i giovani, che hanno sempre maggiori difficoltà di accesso al lavoro. L’Istat afferma infatti che l’incidenza della povertà assoluta diminuisce all’aumentare dell’età della persona di riferimento, che diminuisce tra gli occupati che siano dipendenti o liberi professionisti, ed è più elevata tra i non occupati. Va male anche a chi ha una bassa scolarità, dato che nelle famiglie con persona di riferimento diplomata il tasso di povertà assoluta è del 3,6% contro il 10,7% dei capifamiglia con la sola licenza media.
A soffrire maggiormente la condizione sono le persone e le famiglie che vivono al Sud, dove oltre uno su dieci si trova in povertà assoluta, soprattutto tra quanti vivono nelle città metropolitane, dove l’indice in percentuale è lievitato  al 10,1% rispetto al 5,8% del 2016, e nei Comuni fino a 50mila abitanti, dove è passato dal 7,8% al 9,8%. La Calabria è la regione più colpita, con una percentuale che supera il 35%, quindi la Sicilia (29%), la Basilicata (21,8%) e la Puglia (21,6%). Tutte regioni prese di mira dalle navi che scaricano immigrati sulle coste italiane.  
Se la povertà assoluta è un dato che mette i brividi, le cose non vanno meglio in fatto di povertà relativa, cioè quel parametro che esprime le difficoltà economiche nella fruizione di beni e servizi, riferito a persone o aree geografiche, in rapporto al livello economico medio di vita dell’ambiente o della nazione. Nel 2017 il dato riguarda 3 milioni 171mila famiglie residenti, cioè 9 milioni 368mila individui. Anche in questo caso il trend è in crescita rispetto all’anno precedente. In particolare ne soffre chi è parte di una famiglia composta da oltre 4 o 5 persone, e peggio va ai giovani sotto i 35 anni, ancor di più se privi di un alto titolo di studio e di un’occupazione stabile.
Anna Pedri
 

1 commento

  1. “Poverta relativa”… “povertà assoluta”… annacquano i dati.
    Loro i dati veri li hanno e non li fanno conoscere a noi plebei.
    Probabilmente sono dati spaventosi… con punte di poverta del 50%.

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