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Roma, 16 ott – Sarà l’occasione per “discutere del rapporto complesso tra politica e magistratura”, eppure l’invasione di campo dei magistrati sembra contenuta già nel titolo del trentatreesimo congresso nazionale dell’Associazione Nazionale Magistrati che si svolgerà questo fine settimana a Siena: “Nuove domande di giustizia tra libertà e diritto. Nuove famiglie, Liberalizzazione droghe leggere, fine vita, Ius soli“. Sembra l’agenda di un movimento politico più che di una associazione di categoria, ma se fosse solo l’occasione per un confronto su alcune tematiche, seppur al centro del dibattito politico, non si porrebbe il problema dell’invasione di campo delle toghe.
Ad accendere la lampadina sono alcuni passaggi nel comunicato ufficiale dell’Anm, come questo: “Si concluderanno i lavori con la sessione sui nuovi diritti, su cui il magistrato è quotidianamente chiamato a dare risposte di giustizia anche svolgendo una funzione di supplenza: fine vita, nuove famiglie, legalizzazione delle droghe legger, ius soli”. Molto ci sarebbe da dire rispetto a questa funzione di “supplenza” di cui si parla, visto che molto spesso nelle aule di tribunale si anticipano i “ritardi” del parlamento in materia di diritti, come spesso accaduto per le adozioni gay. Ma se il comunicato dell’evento, in cui si indugia molto sull’imparzialità della magistratura e si annuncia con orgoglio la presenza a Siena del Presidente Mattarella, mantiene i toni delicati della comunicazione “istituzionale”, ci pensa direttamente il presidente dell’Anm, Eugenio Albamonte, a cancellare i dubbi sulla supposta ingerenza delle toghe: “Vogliamo lanciare un sasso nello stagno e ribadire al legislatore che deve fare presto nel prendere le sue scelte“, spiega intervistato dall’Agi.
Albamonte poi precisa, forse resosi conto di essersi spinto un po’ oltre: “Noi magistrati non vogliamo avere un ruolo di supplenza (dice in contrasto con il comunicato ufficiale, ndr), apriamo un dibattito non per dare orientamenti ma per rappresentare tutte le posizioni affinché ci siano strumenti di riflessione qualificati utili sia al cittadini sia alla magistratura, per assumere decisioni ponderate”. Eppure l’idea di una magistratura politicizzata a fare da pungolo ad un parlamento che nicchia sulle “battaglie di civiltà” come lo Ius Soli, rimane. Soprattutto guardando al profilo di Albamonte, rappresentante della corrente più a sinistra delle toghe, Magistratura Democratica, uno che sui suoi profili social pubblica spesso foto di manifestazioni “antirazziste” e che di recente si è distinto, in qualità di Pm, per chiedere decine di anni di carcere contro alcuni esponenti di CasaPound, colpevoli, guarda un po’, di aver dato vita ad una dura manifestazione contro un centro di accoglienza.
Pur chiaramente schierato a sinistra, uno scivolone che non ci si aspetta da un magistrato del calibro di Eugenio Albamonte, questo del protagonismo politico, vista la sua abituale solerzia nel redarguire i colleghi troppo coinvolti nell’attualità politica, come il Pm di Catania Zuccaro. In quel caso però, a finire sotto accusa erano le Ong impegnate nelle operazioni di salvataggio dei poveri migranti e non era carino indagare sui loro eventuali contatti con gli scafisti libici. Albamonte, indagato per falso e abuso d’ufficio a Perugia nell’ambito dell’inchiesta “Occhionero”, dovrebbe forse riportare la sua Anm sui binari consoni alla magistratura, che non sono quelli di dettare l’agenda politica del paese.
Davide Di Stefano

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8 Commenti

  1. io ho notato che mentre esistono magistrati “de sinistra” scrittori “de sinistra” e giornalisti “de sinistra”,
    non si può dire parimenti per la contraria parte politica che non annovera quasi mai Magistrati,Scrittori o Giornalisti di Destra,ma il più delle volte semplicemente in gamba.

  2. …dovrebbero limitarsi ad applicare le leggi, ma a loro piace molto più inventarsi leggi a piacer loro..In pratica, si sono voluti sostituire ai legislatori, applicando le loro particolari leggi…senza temere punizioni, dato che si sentono al disopra delle leggi..

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