Bologna, 13 lug – L’annuncio “ufficiale” è arrivato pochi minuti fa in una conferenza stampa convocata dallo stesso Sinisa Mihajlovic: “Ho fatto alcuni esami che hanno evidenziato alcune anomalie. Ho la leucemia. Non ho paura, so che vincerò. Affronterò tutto e guarirò”. L’allenatore del Bologna conferma così la fuga di notizie che nelle ultime ore aveva allarmato il mondo del calcio italiano. L’ex giocatore di Sampdoria e Lazio dovrà fermarsi per sottoporsi ad una terapia d’urto.

Sabatini: “Mihajlovic resta l’allenatore del Bologna”

A differenza di quanto emerso dalle precedenti indiscrezioni stampa però, per il momento Mihajlovic rimane formalmente l’allenatore del Bologna, come confermato nella stessa conferenza stampa dal direttore sportivo Walter Sabatini: “Mihajlovic starà al Bologna fino al termine del contratto. L’allenatore del Bologna rimarrà Sinisa qualsiasi cosa accadrà nei prossimi giorni. Noi saremo al suo fianco. Lui resta l’allenatore del Bologna: sconfiggerà la malattia”.


L’allenatore rossoblu non era partito con la squadra giovedì scorso per il ritiro di Castelrotto in Alto Adige, ufficialmente a causa di un’influenza. In realtà Sinisa è rimasto per sottoporsi a degli accertamenti che hanno confermato la malattia: “La cosa più difficile è stato far credere a mia moglie che avevo la febbre il giorno della partenza per il ritiro”, ha scherzato Mihajlovic, “il giorno in cui in realtà dovevo fare ulteriori accertamenti: alle nove di sera ho saputo, è leucemia”. L’allenatore serbo non ha gradito la fuga di notizie: “Mi dispiace non sia stata rispettata la mia richiesta di riservatezza per vendere 100 o 200 copie in più rovinando un’amicizia durata oltre 20 anni”.

Malattia in fase acuta ma guaribile

Mihajlovic ha parlato dello stato della malattia: “In fase acuta e aggressiva, ma trattabile. Si guarisce. Sono stato chiuso due giorni in casa a riflettere, ho pianto anche con i miei giocatori. Ma non vedo l’ora di andare martedì in ospedale: prima comincio e prima finisco. Sono sicuro che questa sfida la vincerò, per mia moglie, per la mia famiglia. Io non gioco mai per non perdere, altrimenti perdo: così nel calcio, così nella vita. Ma ho bisogno dell’aiuto di tutti quelli che mi vogliono bene”.

La solidarietà dei tifosi e di Mancini

Fin da subito è scattata la solidarietà e la vicinanza nei confronti dell’allenatore del Bologna. Fin da alcuni minuti prima della conferenza era presente un gruppo di tifosi con lo striscione: “Sinisa non mollare. Bologna è con te”. Anche Roberto Mancini questa mattina aveva incoraggiato l’ex compagno di squadra: “Sei troppo forte: questo ti fa un baffo, e poi dobbiamo giocare a padel”.

Davide Di Stefano

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