Roma, 12 ott – Dopo il lapsus del vicepremier Luigi Di Maio, arriva quello del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che nel corso dell’audizione che si è svolta di fronte alle commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato, parlando del Def ha detto: “La nostra è una scommessa. Ce la faremo? Io spero di no”.
Il titolare del Tesoro si è confuso, certo. Eppure, visto che anche Di Maio si era confuso dicendo “vogliamo costringere l’Unione europea a dirci di no alla manovra“, il sospetto che il governo gialloverde punti davvero allo scontro con l’Ue (così che i due vicepremier Di Maio e Salvini possano poi sbancare alle europee di maggio 2019 proprio in chiave anti-Ue) è più che fondato. Sì, perché il leader dei 5 Stelle e quello della Lega potrebbero dire che Bruxelles ha impedito di varare le politiche economiche per il bene del Paese, di rispettare quindi le promesse elettorali come il reddito di cittadinanza e la riforma delle pensioni. A quel punto, cavalcare l’euroscetticismo e il sovranismo-populismo sarà una passeggiata.
Insomma, adesso aspettiamo il terzo lapsus, perché come diceva Agatha Christie, “un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”.

Adolfo Spezzaferro

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