Mosca, 30 apr – Mentre ancora infuriano i combattimenti a Mariupol, il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, è tornato a illustrare quali sono gli obiettivi della Russia. Si tratta di parole ben mirate – come del resto si addice a un diplomatico – che acquistano ancora più importanza visto il loro destinatario: la Xinhua, l’agenzia di stampa della Repubblica popolare cinese.

Il nodo delle sanzioni

Innanzitutto, Lavrov ha spiegato che l’abolizione delle sanzioni contro la Russia rientra nei negoziati di pace tra Mosca e Kiev. Negoziati che il ministro non ha esitato a definire «difficili». Queste affermazioni non arrivano per caso: se Zelensky ha escluso che le sanzioni possano far parte dei negoziati, la Cina non ha invece mai mancato di professarsi contraria alle sanzioni occidentali, da Pechino sempre definite «illegali». Non è un caso che Lavrov abbia ringraziato il governo cinese per la sua posizione «equilibrata».

«L’agenda dei negoziati», ha aggiunto Lavrov, oltre alle sanzioni include i temi «della denazificazione dell’Ucraina, del riconoscimento di nuove realtà geopolitiche e la protezione della popolazione russofona». Se questi sono gli obiettivi, però, il ministro degli Esteri russo ha ammesso che i negoziati «non stanno andando bene».

Lavrov accusa l’Occidente

Poche ore prima, inoltre, Lavrov aveva rilasciato un’ulteriore intervista ad Al Arabiya, in cui ha ribadito la posizione della Russia: «La nostra operazione militare speciale in Ucraina contribuisce al processo di liberazione del mondo dall’oppressione dell’Occidente neocoloniale, mescolata in modo pesante con il razzismo e il complesso dell’esclusione» di chi non aderisce a questi valori.

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Il ministro russo si è poi soffermato sulle nazioni occidentali che stanno inviando armi all’Ucraina: per Mosca, ha spiegato il diplomatico, questi armamenti rappresentano «un obiettivo legittimo». D’altra parte, ha aggiunto, «con il loro sostegno militare al regime di Kiev, i Paesi della Nato stanno facendo tutto ciò che è in loro potere per impedire il completamento della nostra operazione con modalità diplomatiche e politiche». Di conseguenza, ha concluso, «se gli Stati Uniti e la Nato sono davvero interessati a porre fine alla crisi ucraina, dovrebbero anzitutto cambiare idea e smettere di fornire armi e munizioni a Kiev».

Gabriele Costa

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4 Commenti

  1. Neocoloniale tramite l’ interposizione di altre popolazioni, culture, religioni secondo schemi cinico-pratici orrendi. Come non dimenticare la Siria, nella quale la Russia ha dovuto tamponare altre follie occidentali., consentendo forse ai suoi veri avversari di prenderle qualche misura di troppo.

  2. Parla di colonialismo proprio sto minchione, suddito di un paese con 11 fusi orari, colonizzatore per mezzo dagli zar prima e dal soviet poi, che quando ha finalmente dato l’indipendenza alle sue varie parti, poi si è pentito ed è corso a fare guerre. Quello russo è l’imperialismo accattone del bostik, talmente ben messo che ha sempre qualche parte che si scolla,

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