Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 4 giu – Come da programma (elettorale), il neoministro del Lavoro Luigi Di Maio vorrebbe mettere mano alla riforma Fornero subito dopo le ferie estive per poter inserire il provvedimento nella legge di Bilancio.
Il leader del M5S, di concerto con il capo politico della Lega Matteo Salvini, ha in mento di introdurre la cosiddetta “Quota 100” e i 41 anni di contributi per ottenere la pensione, magari ricorrendo ai fondi di solidarietà. La quota 100 sarebbe la somma di 36 anni di contributi e almeno 64 anni di anzianità. Ma nel caso si abbiano 41 anni di contributi versati, la soglia minima anagrafica per andare in pensione giustamente non verrebbe considerata.
Per quanto riguarda l‘Ape sociale, quella che consente di andare in pensione a 63 o addirittura a 62 anni e che riguarda i lavoro usuranti, non mancano le perplessità sulle coperture finanziarie. A tal proposito, il redattore del capitolo pensioni del programma di governo tra Lega e M5S, il professor Alberto Brambilla, fa presente che “per trovare le coperture necessarie alla quota 100 e ai 41 anni di contributi, l’Ape sociale andrebbe eliminata e, con essa, il concetto di ‘lavori gravosi‘, che non esiste in natura. Poi, è evidente, deciderà Di Maio”.
Il tecnico inoltre ha in mente di spostare dalle casse dello Stato a quelle delle imprese l’onere da sborsare per mandare in pensione prima del tempo i propri dipendenti.
Non solo, ci sarebbe la proroga di Opzione donna, ossia del regime sperimentale che consente alle lavoratrici donne di andare in pensione con 57-58 anni di età anagrafica e 35 anni di contributi accettando però che l’assegno pensionistico venga calcolato esclusivamente con il metodo contributivo e, quindi, accettando una penalizzazione economica. Probabile però che anche Opzione donna verrà ritoccata: potrebbero infatti non essere più sufficienti 35 anni di contributi per accedere alla pensione anticipata, ma potrebbero essere alzati a 36/37 anni. La copertura  arriverebbe proprio dalla cancellazione dell’Ape sociale (o dal trasferimento dell’onere alle imprese), che permetterebbe di recuperare circa 600 milioni.
Ma, al di là delle ricette, per cancellare la Fornero servono le coperture finanziarie. Per la Quota 100 ci vorrebbero dai cinque miliardi (secondo i calcoli di Brambilla) ai 15 miliardi di euro (calcolati dall’Inps).

Il governo sia preciso a riguardo di annunci e novità“. Così Tito Boeri, presidente dell’Inps, commenta le ipotesi del governo giallo-verde per superare la legge Fornero. “Siamo pronti a collaborare, a mettere in atto le decisioni che verranno prese. L’unica cosa che chiedo è che gli annunci siano precisi”.
Nel dettaglio vediamo come funzionerebbe “Quota 100”. Secondo le prime stime dell’Inps ma soprattutto secondo il contratto di governo siglato tra Lega e M5S, l’ipotesi di riforma pensionistica vedrebbe con l’età minima di 64 anni almeno 36 anni di contributi, con 65 sarebbero 35 gli anni contributivi e ai 66 anni i pensionati potranno diventare tali con 34 anni di contributi, sempre se non verrà introdotto il requisito minimo di 35 anni di contributi. La buona notizia è che rispetto agli attuali requisiti di accesso alla pensione anticipata – almeno 43 anni di contributi – si tratta di una drastica riduzione dei requisiti e un accesso alla pensione anticipata che diventa più raggiungibile per molti italiani. Sì perché, tenendo presente che c’è il limite di due anni di contribuzione figurativa sfruttabili, ad eccezione di quelli derivanti da maternità e puerperio, si potrebbe ottenere un anticipo massimo di tre anni e sette mesi sulla pensione di vecchiaia rispetto alle regole attuali.

Ilaria Paoletti

Commenta