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Roma, 25 nov – Ci risiamo: con la scusa di smentire lo stereotipo – grossolano ma con basi molto reali – dei «migranti che portano le malattie», i buonisti vogliono spiegarci che gli immigrati sono addirittura più in salute di noi. L’ultimo articolo di questa serie è quello di Cristina Da Rold uscito sull’Espresso con un titolo più che eloquente: «Basta dire che i migranti minano la nostra salute: sono vaccinati, più degli italiani».



Il pezzo si basa un rapporto pubblicato qualche settimana fa dall’Istituto Superiore di Sanità che raccoglie i risultati del progetto ProVacMed («Programmes for Vaccination in the Mediterranean area») che per la prima volta ha mappato l’offerta vaccinale in 15 paesi del Mediterraneo non appartenenti all’Unione Europea. Riassume la giornalista: «I paesi del bacino del Mediterraneo, compresi quelli che fungono da transito nelle rotte migratorie verso l’Europa, offrono in media coperture vaccinali molto elevate alla propria popolazione, anche più alte di quelle italiane e nella maggior parte dei casi offrono gratuitamente ai migranti in partenza o in transito verso l’Europa la maggior parte dei vaccini in commercio».

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Ora, poiché il Paese di transito che si affaccia sul Mediterraneo è quasi solo uno, e cioè la Libia, attendiamo di conoscere i dati sulle vaccinazioni che lo Stato libico (che non esiste) praticherebbe ai migranti in attesa di partire. Ma come, si parla di lager, di schiavitù, di torture, di stupri, ma tra un sopruso e l’altro i libici trovano il tempo di vaccinare i migranti che stanno per partire? Ovviamente non è così, e infatti nella parte del rapporto dedicata alle vaccinazioni sui migranti in transito, la Libia non è menzionata. Il che, se si parla di migrazioni verso l’europa, significa fare i conti senza l’oste.

I 15 Paesi interessati al rapporto sono infatti Albania, Algeria, Armenia, Bosnia e Erzegovina, Egitto, Georgia, Israele, Giordania, Kosovo, Macedonia, Moldavia, Palestina, Serbia, Tunisia e Ucraina. Nessuno di questi, però, è nella classifica delle prime 10 nazionalità a cui appartengono gli immigrati arrivati in Italia nel 2017, quindi la ricerca lascia decisamente il tempo che trova. Il nucleo più numeroso arrivato in Italia al 31 ottobre 2017, per esempio, è quello nigeriano, con 17.462 persone. Ora, secondo il Report tematico vaccinazioni dell’Unicef, datato 25 ottobre 2016, la Nigeria resta uno dei soli tre Stati al mondo (insieme a Pakistan e Afghanistan) in cui il virus selvaggio della poliomelite è ancora endemico. Il Paese africano ha coperture vaccinali drammatiche: 74% per la tubercolosi, 76% per difterite, tetano e pertosse, 71% per il morbillo, 64% per la già citata poliomelite. Ovviamente persino l’Espresso arriva a riconoscere che «gli elementi di vulnerabilità non mancano»: per esempio gli immigrati che arrivano da noi sono vaccinati subito (ma che bisogno ne hanno, se sono più sani di noi?), ma poi si spostano, legalmente o illegalmente, perdendo i richiami necessari affinché il vaccino faccia effetto. Ma non ve ne preoccupate, altrimenti passerete per i soliti razzisti.

Adriano Scianca

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6 Commenti

  1. ……Titoli giornali ”on line”

    Un drink e poi l’abisso: l’effetto droga dello stupro…..Raggi: “Se serve, a Ostia anche l’esercito”

    Boldrini: “Le donne non devono più stare zitte”….Ucciso e bruciato per un telefono

    “Mi hanno tagliato un dito per sbaglio”, Savino choc in tv…..Renzi: “Non capisco tutta questa polemica sui bonus”

  2. Scusate, ma se già fanno girare la mega balla che ci pagheranno le pensioni, figurarsi sui vaccini che si possono inventare, the sky’s the limit!!

    Saluti.

    Fabrice

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